Linosa

Fauna

Gli animali che costituiscono la fauna di Linosa sono in prevalenza specie endemiche. A far capo vi è la lucertola Firfolense (Podarcis Algusae) e di una particolare varietà di gongilo, il Calcides Diomedea. Sull’isola, pure vi è, la presenza di rari coleotteri e specie interessanti di ditteri, mentre la scarsa presenza di api e di vespe comporta una impossibile impollinazione di alcune specie vegetali.

Di particolare interesse è l’avifauna, in quanto Linosa rappresenta sito di nidificazione di una ridondante presenza di uccelli marini, ne è esempio la Berta Maggiore (Calonectris Diomedea), il Gabbiano Reale, il Gheppio, l’Occhio Cotto, la Passera Mattugia, il Fanello e l’Assiolo. Non di meno sono le specie transitorie che sostano sull’isola durante le migrazioni dal nord al sud e viceversa.

La presenza di rapaci diurni come il Falco Pecchiaiolo, Pellegrino e della Regina, nonché Albanelle, Nibbi, Cicogne, Fenicotteri, Aironi, Cormorani, Marangoni, Gazzelle, Tortore Limicoli e Anatidi sono ospitati sull’isola sia in primavera che in autunno.

La ricca fauna della superficie rappresenta una minima parte di quella sottomarina. Infatti oltre che dai bei fondali, il mare è arricchito di secche e di anfratti scavati nella roccia, che permette una vasta riproduzione di animali submarini. Abitualmente branchi di pesci pelagici di tutte le dimensioni si incrociano nelle acque dell’isola, tra le quali si incontrano Serranidi, Cernie, Ricciole, Dentici, Salpe, Donzelle Pavonine, Pesci Pappagallo, Saraghi, Pece Spada, Calamari, e una quantità infinita di pesci mediterranei e subtropicali.

Di rilevante importanza è la presenza della signora Tartaruga Comune (Caretta Caretta) che sceglie la spiaggia di Linosa per la sua nidificazione. Ogni anno, nei periodi estivi, si può avere la fortuna di assistere alla nidificazione o alla schiusa delle uova. Se in quel momento non ci si è trovati nel posto, si può sempre visitare i centro recupero delle tartarughe “Hydrosphera” che lavora per la salvaguardia di questi rettile con la collaborazione del CTS.

Le pareti dei fondali sono arricchite da chiazze arancioni di Astroides Calicularis e rametti rossi di Gorgonie

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