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| La salma di Tuccio torna a casa |
24/04/08 |
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| Potrebbe
tornare stasera a Linosa la salma di Angelo Tuccio, l'anziano agricoltore
morto la sera del 21 aprile dopo essere stato investito dal motociclo
guidato da un nipote e avere atteso per oltre 2 ore l'elisoccorso che
l'avrebbe portato al civico di Palermo. Tutto dipende dal fatto che la nave Laurana salpi da Porto Empedocle alla volta delle Pelagie. Intanto oggi è stata effettuata l'autopsia, e si attendono quindi i risultati che stabiliranno se il ritardo nell'arrivo dell'elicottero del 118 sia stato fatale o meno all'uomo. A richiedere chiarezza, oltre al delegato sindaco di Linosa, Salvatore Ramirez, erano stati anche i parenti della vittima che avevano annunciato un esposto con l'obiettivo di ottenere risposte sul perchè il mezzo di soccorso sia giunto sull'isola dopo diverse ore quando a coprire il tragitto da Lampedusa alla piccola delle Pelagie bastano al massimo 10 minuti. |
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agrigentonotizie.it |
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| A Linosa l'elicottero non poteva arrivare perchè la pista non è autorizzata, quindi è giusto che si muore? Questa immagine arriva dall'isola del Giglio, bella pista! | |||
| Investito e ucciso dallo scooter del nipote |
23/04/08 |
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Destino crudele per Angelo Tuccio, un uomo di 65 anni, tutti vissuti nella sua amata Linosa, un padre di famiglia, onesto lavoratore che come ogni sera, anche la scorsa sera, si recava nella sua casa di campagna in contrada Manarazza. Lì preferiva passare la notte così da potersi svegliare il mattino direttamente in campagna e curare il suo orto. Ogni sera dopo cena percorreva quel breve ma buio tragitto. Ieri sera, intorno alle 21 è stato investito da uno dei non molti scooter che si trovano nell'isola. La dinamica non è chiara: di certo c'è che all'arrivo dei soccorritori, s'intuisce subito che le condizioni di Angelo Tuccio sono gravi. Come s'intuisce che sono serie anche le condizioni di Francesco Bonadonna di 22 anni, nipote del Tuccio, che era alla guida del motorino. Si mette immediatamente in moto la macchina dei soccorsi, ma a Linosa quando c'è un'emergenza tutto diventa più complicato. L'elicottero arriva dopo qualche ora, e inizia il volo verso l'ospedale Civico di Palermo. Qui si apprende la notizia che Angelo Tuccio è deceduto. «Non capisco il motivo del ritardo dell' elicottero - dice Salvatore Remirez delegato sindaco dell'isola - tutto è stato predisposto, l'impiegato comunale che guida l'ambulanza, le luci della pista, ma abbiamo atteso parecchio l'arrivo». Pare che l'eliporto di Linosa nonostante sia munito di illuminazione, non sia abilitato ai voli notturni, è quindi presumibile che possa essersi innescato un intricato giro alla ricerca di autorizzazioni. Francesco Bonadonna, l'investitore, è ricoverato all' ospedale Civico di Palermo con fratture agli arti. La salma di Angelo Tuccio farà ritorno a Linosa probabilmente nella serata di oggi. Questo è il primo incidente stradale mortale che si verifica nell'isoletta di Linosa. |
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lasicilia.it |
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| Linosa, travolto dalla moto del nipote |
23/04/08 |
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| Un
anziano agricoltore linosano è morto per le ferite riportate dopo essere
stato investito da un motociclo. Ad aggravare il dolore per la sua scomparsa
adesso concorre la rabbia dei parenti che monta per un presunto immotivato
ritardo nei soccorsi. Erano all'incirca le 21 di lunedì, lo scorso 21 aprile, quando Angelo Tuccio, pensionato di 65 anni, stava facendo ritorno a casa percorrendo a piedi una strada di Linosa poco illuminata con indosso, pare, una cappa scura munita di cappuccio che lo rendeva ancor meno distinguibile nell'oscurità. Il caso ha voluto che da quella strada passasse a bordo di uno scooter F. B.: il ventiseienne nipote dell'uomo che, forse complice il vento che abbassava la visibilità, lo ha falciato senza rendersene conto. F. B. è in atto ricoverato al civico di Palermo: nello scontro ha riportato una frattura a una spalla. "La morte di Angelo - ha detto Salvatore Tuccio, uno dei parenti - ci da un dolore doppio perchè dimostra come nei casi di emergenza la sanità ci abbandoni. Ci sentiamo ancora più isolati, abbandonati a noi stessi. Questa è l'ennesimo fatto che avviene sull'isola: noi meritiamo come gli altri soccorsi immediati. Non so se si sarebbe potuto salvare, lo stabilirà chi di dovere, ma sappiamo che in caso di emergenza è molto difficile che gli aiuti arrivino in tempo". Questo l'accorato sfogo di uno dei congiunti della vittima, che ha anche raccontato di come l'elisoccorso che impiegherebbe appena 10 minuti a compiere il tragitto tra Lampedusa e Linosa sia invece arrivato dopo quasi 2 ore e mezza. "Ho inoltrato formale interrogazione al sindaco di Lampedusa, Berdardino De Rubeis, e per conoscenza al prefetto Umberto Postiglione, affinché si faccia chiarezza sui motivi che hanno determinato questo ritardo nella macchina dei soccorsi - ha detto il delegato sindaco di Linosa, Salvatore Ramirez -. Si tratta di momenti preziosi per chi ha subito un incidente. Se succedesse un altro caso del genere dovremmo forse temere che i mezzi di soccorso non arrivino in tempo? Tutto ciò ci fa sentire isolati, qui da tempo si vive con la paura: siamo allarmati per quanto è successo perchè le cose brutte non succedono soltanto con la luce del sole nè tantomeno offrono un preavviso". Ramirez accenna, quindi, a una burocrazia a fasi alterne: "Nel recente passato sono atterrati altri velivoli e persino di notte sono atterrati degli elicotteri. Ma non si sa perchè proprio in emergenza non si è riusciti in tempi confacenti al caso a produrre le necessarie autorizzazioni per il decollo" . Il riferimento appare chiaro: tra le voci susseguitesi durante l'attesa dell'elicottero c'era anche quella secondo cui il mezzo del 118 non ricevesse l'ok al decollo per la mancata omologazione della pista di atterraggio. Anche se, come affermato dal delegato sindaco, la pista è stata utilizzata comunque, e quella sera sia stata illuminata come prevede la procedura. E' così che Angelo Tuccio dovrà aspettare ancora all'interno dell'ambulanza presente sull'isola, in uno stato di incoscienza e con evidenti fratture ed emorragie in corso, per poi essere intubato e sistemato per il viaggio dai paramedici finalmente giunti sulla più piccola delle Pelagie. Purtroppo il viaggio alla volta dell'ospedale civico di Palermo si rivelerà vano, così come inutili saranno i tentativi, forse ormai tardivi, dei sanitari di tenerlo in vita: l'anziano morirà poco prima che sia trascorsa un'ora dal suo arrivo. Per oggi è predisposta l'autopsia che mira a verificare se la morte sia sopravvenuta per motivi che nulla hanno a che vedere con il ritardo del ricovero o se la lunga attesa in assenza di cure mirate abbia accelerato un processo forse evitabile. |
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agrigentonotizie.it |
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| Muore aspettando per 4h l'elicottero |
22/04/08 |
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Isola di linosa, piccolissima cittadina, isolata dalla terraferma. sono le ore 21.00, un signore tornando a casa mentre entrava in giardino, sente un forte rumore.. si affaccia e vede: un signore sulla sessantina privo di coscienza e un ragazzo tremante in stato confusionale seduto accanto… Vengono allertati la guardia medica, carabinieri, parenti, e tutti gli isolani per intervenire con un primo soccorso. Viene portato in ambulanza davanti la guardia medica: le sue condizioni all’apparenza non erano affatto buone: aveva problemi respiratori e una gamba fratturata pertanto non viene spostato da quella barella per evitare altri traumi. Si confida che in tempo breve - questione di qualche decina di minuti - si attivasse l’elisoccorso da Lampedusa, unico mezzo di soccorso rapido per Linosa al fine di trasportare in emergenza i pazienti. Ma invece non è così: si aspetta per ore ed ore finché l'elicottero arrivi a Linosa per recuperare una persona che si trova tra la vita e la morte. Durante l’attesa angosciante, la situazione si aggrava sempre di più, il paziente perde molto sangue - si presume che abbia un polmone perforato. Finalmente si intravede una piccola luce all'orizzonte, si avverte il rumore delle pale ] e dopo tanta attesa l'elicottero è arrivato. Il paziente viene imbarcato sul velivolo con il figlio che lo accompagnava e l'altro paziente ferito lievemente. E a Linosa finisce così. E finirà sempre così fin quando non ci sarà dato ascolto. Se avessimo annunciato uno sbarco di clandestini, con molta probabilità gli interventi sarebbero tempestivi, come lo sono stati in passato per tali eventi. Ma è solo un abitante della piccola Linosa… Angelo Tuccio muore dopo 4 ore di agonia lasciando un’intera famiglia, aspettando che arrivi l'elicottero per portarlo al primo pronto soccorso. |
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giornaledizona.com |
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| Il sindaco azzera la giunta |
16/04/08 |
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Azzerata nel pomeriggio di ieri la Giunta
comunale. La decisione presa dal sindaco Dino De Rubeis
era nell’aria già dalla sera prima, ma nessuno si aspettava tanta
celerità: «Ho bisogno di una pausa di riflessione, e mi serve un ulteriore
slancio e nuove professionalità, per poter portare avanti un progetto
politico e di sviluppo costruttivo ed innovativo per le Pelagie». Con
queste parole De Rubeis accompagna la revoca delle deleghe assessoriali.
La riunione che ha reso esecutiva la decisione di azzeramento è avvenuta
nello stesso pomeriggio di ieri con i consiglieri di maggioranza. In
quella stessa sede De Rubeis ha dato mandato al presidente del Consiglio
comunale, Vincenzo D’Ancona, di aprire un giro di
consultazioni tra i consiglieri per cercare di individuare i possibili
papabili alle cariche assessoriali. «Intanto esprimo la mia più totale
solidarietà al sindaco - dice D’Ancona - accetto l’incarico affidatomi, mi
muoverò in breve tempo, per iniziare un giro di consultazione tra i
consiglieri stessi». Oltre gli assessori saranno anche revocati gli
incarichi di tutti i consulenti legali e fiscali del sindaco, e verrà
inoltre sollevato dall’incarico anche il dirigente dell’Utc.
«L’unica nomina assessoriale che verrà nuovamente riassegnata - dice De
Rubeis - è quella di Angela Maraventano, che continuerà a
essere vice sindaco, anche se al momento non gli verrà affidata nessuna
delega». Azzerato anche l’incarico del delegato sindaco di Linosa, ruolo
attualmente ricoperto da consigliere comunale di maggioranza
Salvatore Remirez. Gli assessori rimossi dall’incarico sono:
Lorenzo Montana, Pietro Riso, Gianni Sparma, Angela Maraventano, Pasquale
Maggiore e Antonio Mirabella. Questa giunta era in carica dal
maggio 2007
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lasicilia.it |
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| Carmelo Ardizzone entra da De Rubeis |
05/04/08 |
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"Da quando è stato eletto sindaco di
Lampedusa e Linosa Bernardino De Rubeis, - dichiara
Ardizzone - ho avuto modo di comprendere che la politica
da lui portata avanti, dalla sua giunta e dai consiglieri comunali, oltre
ad essere propositiva, è proiettata alla risoluzione vera di problemi
atavici che attanagliano da sempre Lampedusa e
Linosa. Non rinnegando il mio passato politico e amministrativo,
preciso che la mia scelta alle ultime elezioni amministrative, è stata
dettata esclusivamente dalla coerenza che mi ha sempre contraddistinto. Ed
è con la logicità che ho sempre cercato di perseguire nella mia vita, che
ho deciso di fare questo passo importante, aderendo al progetto politico
De Rubeis. Ho sempre creduto che Lampedusa e Linosa hanno bisogno di
uomini politici coesi, che non pensino solamente al potere e quindi uomini
politici per alcuni aspetti diversi, da quelli che lavorano nel resto
d'Italia. Per le nostre isole è giusto che ognuno di noi dia il suo
contributo fattivo perché i problemi di Lampedusa e Linosa, sono diversi
da quelli che normalmente si vivono in altri comuni. La sanità, i
trasporti, il turismo, la pesca. Per ognuno di questi settori, ci sono
problemi ancestrali e mai risolti.
Sono convinto che la strada intrapresa da questi nuovi amministratori, può
arrivare dove mai nessun altro è mai riuscito e spero di potere dare il
mio contributo a delle popolazioni che con il loro voto, hanno chiesto un
cambiamento, hanno legittimato con il loro voto una nuova squadra,
composta da uomini umili ed onesti".
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Carmelo Ardizzone |
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| Pesce d'aprile |
01/04/08 |
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Il pesce d'aprile della Siremar L'ennesimo evento del lunedì sera arriva al culmine della "barzelletta" Siremar. Dopo le vicissitudini del periodo pasquale, con i seri disagi subiti dai passeggeri da e per Linosa, un altro weekend di paradossi si presenta sul palco di questo spettacolo di vita reale in cui si trovano protagonisti i linosani, la compagnia di navigazione, l'amministrazione locale e tutti i malcapitati di passaggio! E' da premettere che il venerdì è considerato il giorno di sosta del servizio di trasporto marittimo da Porto Empedocle alle isole Pelagie, definito con esattezza "sosta tecnica". Se non per casi eccezionali, chiunque voglia pianificare di venire a Linosa o Lampedusa con la nave, di certo non si organizza di partire il venerdì sera. E' davvero un peccato per chi appunto pensava di non poter partire venerdì sera del 28/03, rimandando a sabato il viaggio (perchè giovedì sera le condizioni meteomarine non lo permettevano): dopo le ore 21:00 invece la compagnia Siremar decide di partire. Per chi?! A chi lo ha comunicato?! Pazienza...il buon tempo di sabato e domenica consente alla nave di fare regolarmente, ed in orario, le corse stabilite e parallelamente alle acque si calmano gli animi. Ma la calma e la regolarità non possono durare a lungo, ormai non fanno più parte della vita quotidiana a queste latitudini! Lunedì sera tutto dovrebbe proseguire regolarmente: dalle ore 22:00 circa a Porto Empedocle, passeggeri e automezzi si accingono ad imbarcarsi sulla nave per raggiungere le isole Pelagie. Quasi pronti a partire, scatta la mezzanotte del primo aprile e l'annuncio dal megafono della nave invita ai passeggeri a scendere nuovamente a terra: a causa di un guasto tecnico la nave non parte. Ma certo, dovevamo immaginarlo.... è Pesce D'Aprile!! E lo è anche per i Linosani, che alle 5:30 del mattino si alzano per accogliere passeggeri e merce e non vedono neanche l'ombra della nave all'orizzonte... del resto, chi glielo doveva dire a mezzanotte?! L'informazione data la sera prima dopo le 21 da parte della biglietteria di Porto Empedocle prevedeva che la nave partisse, dunque non ha senso doversene assicurare ulteriormente al momento di partire (e poi a chi telefonare? la biglietteria chiude alle ore 23:00). I ripetuti guasti tecnici, i ritardi, la mancanza di informazione, l'inefficienza dei mezzi adoperati, l'indolenza ad intervenire, il contrasto di interessi, il disagio provocato a residenti e visitatori....l'inverno linosano è stata un pioggia continua di malcontenti; non basta il naturale maltempo a cui non vi è rimedio, non sono sufficienti gli scherzi della natura a cui non si può fare altro che accettare: ci si doveva mettere pure la Siremar a fare i suoi scherzi. E dov'è l'amministrazione in tutto questo??? Il problema dei trasporti sarà forse il più evidente, ma è solo il primo di una lunga lista di disagi che affligge l'isola di Linosa. Evviva il primo aprile! |
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ki nikki e nakki |
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| Linosa, dossier Palladio prima e seconda parte |
Pasqua 2008 |
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Ormai la condizione di vita degli abitanti dell'isola di Linosa è divenuta disagiatamente insostenibile. Le 480 anime che vivono, meglio sopravvivono, sull'isola si trovano costrette a restare isolate per diversi giorni a settimana per via di una negligenza o non curanza dei potenti: nel corso degli anni è stato sempre promesso la realizzazione di un porto, ampliamento del già presente molo dello Scalo Vecchio, che garantisca un approdo giornaliero, fermo restando condizioni meteo-marine avverse per la traversata e non più per l'approdo. L'isola vive di agricoltura e di turismo, settori economici che non si sono mai potuti sviluppare per via della precaria garanzia di un approdo sicuro. Dal 2002 esiste un sito internet, www.linosa.biz , che si occupa, attraverso la rubrica ki nikki & nakki, di dare voce all'evolversi degli eventi che, altrimenti, resterebbero celati nei ricordi dei linosani. Ormai informatizzati agli isolani non resta che sfruttare questa via per denunciare i disagi e dire BASTA |
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ki nikki e nakki |
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| L'odissea dei passeggeri arrivati in elicottero |
22/03/08 |
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“Linosa, Linosa”,
grida il personale di bordo della motonave Palladio, bussando alle porte
delle cuccette, alle sei del mattino. Il profilo dell’isola si intravede dal
ponte. La sera prima i passeggeri si imbarcano, ma con riserva, ciò
significa noi compagnia partiamo, ma non assicuriamo l’attracco. La nave parte a mezzanotte da Porto Empedocle. Al mattino
per due volte fa il giro dell’isola. Il mare non è poi così mosso da non
potere approdare a Pozzolana di Ponente, ma lo si potrebbe fare allo Scalo
Vecchio, attracco a sud. I passeggeri iniziano a innervosirsi, cercano di
parlare con il comandante. La risposta è ormai nota a tutti: l’approdo è
inagibile. L’ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa
stabilisce invece che al fine di evitare il sovraccarico delle parti a
sbalzo della banchina interessata dal cedimento di un pilastro, è vietato lo
sbarco dei mezzi pesanti ma non dei passeggeri. I passeggeri arrivati a Lampedusa alle nove del mattino, dopo otto ore di navigazione sono scesi con l’intenzione di occupare il portellone della Palladio e di impedire l’imbarco dei mezzi se non fosse stato assicurato lo sbarco a mezzogiorno a Linosa. A complicare la situazione il peggioramento delle condizioni meteo- marine. Sul posto arriva il vicesindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, Angela Maraventano che ha assistito i passeggeri insieme a Lorenzo Montana, assessore della giunta comunale. A Lampedusa si uniscono altri passeggeri che pensavano di partire per Linosa. Diverse le ipotesi vagliate: l’elicottero e poi la motovedetta, dopo l’arrivo del comandante di squadriglia della Guardia Costiera Rodolfo Raiteri. Dopo cinque ore di attesa finalmente viene approntata la soluzione dell’elicottero della Protezione Civile, arrivato da Palermo, grazie all’intervento di Angela Maraventano che è rimasta insieme ai passeggeri fino al termine delle operazioni. All’interno della stazione marittima sono stati offerti panini e acqua ai malcapitati. Sono state ore di sconforto, raccontano i passeggeri, soprattutto per il timore di rimanere a Lampedusa, di mandare a monte i propri progetti. E poi tanta, tantissima rabbia per una situazione che i linosani conoscono bene e che non è stata mai risolta. Partono in elicottero prima le donne e i bambini, poi gli uomini: in tutto 35 persone per un totale di sette viaggi. L’episodio si era già verificato a Natale e anche in passato. Ma non è la congiura del maltempo e neppure della sorte, semmai di una situazione vecchia che non è stata risolta nel tempo e che adesso è degenerata aumentando ulteriormente i disagi degli isolani e dei turisti che devono raggiungere Linosa. Disagi che non possono essere risolti se ci sono divisioni o campanilismi. L’assessore alla Pesca, Pietro Riso trovandosi sul posto ha protestato perché la nave partisse altrimenti i pesci imbarcati sarebbero andati a male, perché Linosa è una palla al piede, che sarebbe preferibile dividere i due comuni. Affermazione che ha suscitato lo sdegno di altri assessori. La protesta avvenuta ieri non può rimanere un episodio
isolato ma deve essere l’inizio di un progetto che coinvolga tutti,
cittadini, istituzioni, la società di trasporti marittimi, l’amministrazione
locale. Gli interventi come quelli di ieri sono solamente soluzioni che
risolvono il problema al momento e che non sono decisive. Basta solamente
non considerare Linosa un luogo lontano e isolato perché abitato da meno di
500 abitanti. Un progetto per essere veramente efficace deve superare gli
interessi per porsi in una prospettiva utente-centrica che tenga conto dei
bisogni della cittadinanza e di chi ama Linosa e vuole conoscerla e
visitarla. |
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| servizio LinosaTV |
strettoindispensabile.it |
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| Allarme bomba e la Palladio parte in ritardo |
14/03/2008 |
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E'
partita con due ore di ritardo alla volta di Linosa e Lampedusa, la motonave
della Siremar Palladio. Una telefonata anonima ai carabinieri di Agrigento
che annunciava la presenza di una bomba all'interno della nave per le
Pelagie è arrivata circa un'ora e mezza prima delle 23.59, ora solita della
partenza del traghetto. |
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agrigentonotizie.it |
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01/02/2008 |
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Si è conclusa a mezza notte del 31 gennaio la prima selezione del casting per la prima edizione del web reality “Ti voglio conoscere”, dove i selettori sono stati tutti i visitatori del sito. Già a partire dalla data del 7 dicembre 2007 diversi concorrenti si sono dati da fare per mostrarsi e accalappiare la simpatia dei visitatori del sito www.tivoglioconoscere.it. A partecipare con un video simpatico e molto semplice è un membro del gruppo cabarettistico Tempu Nivuru , Salvatore Tuccio, con l’username di linosanet, il quale per diverse settimane è rimasto nella top ten del casting. All’inizio, il regolamento del programma prevedeva l’attribuzione di un singolo voto giornaliero ad un solo candidato. Tuttavia, la produzione, vedendo l’incalzare di presenze sempre più numerose ha deciso di proporre una votazione ad ogni ora. Ciò ha fatto precipitare vertiginosamente la postazione di Salvatore fino ad arrivare alla posizione 22. Ad aggiudicarsi il primo posto è stata una bellissima ragazza milanese ma di origine argentina, Virginia. Nel suo video dichiara di voler fare il reality perché pensa sia divertente. Tuttavia il reality prevede diverse fasi. Conclusasi la prima fase, a metà febbraio, partirà la seconda che vedrà la partecipazione dalla vincitrice e di altri tre protagonisti, affiancati da altri co-protagonisti. Ti voglio conoscere è presentato da una frizzante Federica Ferrero. Alla fine del programma si vinceranno "fantastici premi", quali siano non è ancora noto. Comunque assisteremo tutti insieme con curiosità all’evolversi di questo rivoluzionario programma. |
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Redattore Kinikkiennakki |
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| Primo sbarco dell'anno |
08/01/2008 |
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Tre clandestini di nazionalità incerta sono sbarcati sulla costa dell'isola in tarda serata del 7 gennaio. Aiutati dalle condizioni meteo-marine favorevoli hanno avuto accesso all'isola indisturbati. Addirittura, in preda alla foga di scappare, trovando un scooter di un pescatore che si era allontanato con la propria imbarcazione dalla costa lasciando il veicolo con le chiavi appese (consuetudine degli isolani), si sono aggirati nella tranquillità della notte per le strade del paese. Infine hanno trovato riparo nella cabina del camion per la raccolta dei rifiuti, accedendovi dopo aver procurato la rottura del vetro dello stesso. All'alba si erano già allontanati quando gli operatori ecologici, recatosi al veicolo per adempire al lavoro quotidiano, hanno trovato la batteria del camion consumata ed i fari accesi. Intanto il vigile urbano, avvisato dell'accaduto, ha cercato di rintracciarli e catturarli, grazie all'aiuto di alcuni passanti. Arrivato il corpo dell'Arma dei Carabinieri locale, sono stati portati in caserma e poi, durante la tarda mattinata, sono stati trasportati nei locali del centro d'accoglienza di Lampedusa con la motovedetta della Guardia Costiera. |
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Domenico Tuccio |
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| Gli abitanti ritornano a casa in elicottero |
23/12/07 |
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Non
si è più isolati che a Linosa. La più piccola delle Pelagie lotta con i
soliti problemi di isolamento irrisolti. |
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strettoindispensabile.it |
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| Referendum dei leghisti per lasciare Agrigento |
21/12/07 |
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I dati della rilevazione annuale,
diffusi in questi giorni dal quotidiano «Sole 24 ore», indicano la
provincia di Agrigento quale ultima provincia d’Italia per qualità della
vita, e la cosa, naturalmente, non piace a molti. «Oramai sono dieci anni
che lo sostengo» afferma Angela Maraventano, la vice
sindaco leghista del Comune di Lampedusa e Linosa. «Non
aspettavo certo che me lo dicesse un giornale che le battaglie che ho
compiuto in questi anni erano un grido di disperazione e rabbia, verso chi
non tenta nemmeno di migliorare se stesso». Adesso anche le statistiche
danno ragione alla passionaria, tornata da pochi giorni da un incontro
leghista, dove lo stesso Umberto Bossi le ha consegnato la fascia di
difensore dei cittadini. «Con questo - continua - mi sento maggiormente
motivata a continuare la mia battaglia, per far si che le Pelagie cambino
provincia». «Ma come si può stare tranquilli nel pensare di fare parte
della provincia il cui capoluogo e l’ultima delle città italiane e per
giunta noi viviamo a duecento chilometri da questa, nel cuore del
Mediterraneo. «Credo inoltre - continua il vicesindaco Maraventano - e
questo non è sarcasmo, che cambiando provincia un favore lo facciamo pure
a loro (Agrigento), così si toglieranno di dosso questo enorme peso di
Lampedusa e Linosa».
Parole al vento? Non diremmo. Nell’ultimo consiglio comunale è stata
presentata da un consigliere leghista, una proposta per approntare le
pratiche di avvio del referendum cittadino per il cambio di provincia. E
non solo lombarde. Nella proposta, oltre Bergamo, sono state inserite
altre province siciliane. Le più grosse e comunque purché non Agrigento.
«La proposta è passata tranquillamente - commenta la Maraventano, - questo
è un segnale importante, credo che siamo un pò tutti stanchi per come ci
trattano. Qui i problemi si moltiplicano per dieci, proprio adesso sto
cercando di organizzare con una motovedetta il trasporto dei medici per
far si che gli abitanti di Linosa possano fare dei banalissimi prelievi di
sangue, mi chiedo se tutto questo nel 2007 è normale. Continuiamo a
viaggiare con una nave decrepita, la scuola elementare è chiusa. Tre
classi per mancanza di aule nel plesso scolastico, sono ospitate nella
canonica della chiesa. A parte la gentile accoglienza, dei politici
provinciali, o regionali non ho mai avuto alcun riscontro. Il governo
nazionale invece, ci ha promesso un finanziamento per la realizzazione del
nuovo plesso scolastico, spero che ciò sia vero perché se questo non
dovesse accadere, andremo a prenderci il centro di accoglienza e lo
trasformeremo in scuola per i nostri figli».
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lasicilia.it |
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| 3) localizzazione area destinata al programma costruttivo di n.80 alloggi di edilizia convenzionata e agevolata - Isola di Lampedusa; | |||
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DICHIARAZIONE DI VOTO DEL CONSIGLIERE REMIREZ SALVATORE Voterò, per lealtà nei confronti dei miei compaesani di Lampedusa, a favore di questo punto. Ma consentitemi di manifestare il mio rammarico e la mia delusione, nel constatare come ancora una volta l’isola di Linosa venga esclusa dalle agevolazioni e dai programmi avanzati dalla amministrazione. Dimenticare l’isola di Linosa ormai è prassi consuetudinaria e consolidata da molti anni per cui chiedo, ufficialmente, al Sindaco, al mio Sindaco, che da questo momento non si parli più di Lampedusa o Linosa singolarmente, ma di isole Pelagie. Lampedusa e Linosa, se vogliono avere un futuro, devono camminare sullo stesso binario e non ognuna per conto proprio. Aggiungo un’altra triste e dolorosa considerazione: non si lamentino i lampedusani di essere totalmente dimenticati dal Governo Nazionale e da quello Regionale, questi, si comportano con Lampedusa alla stessa identica maniera di come Lampedusa si comporta con Linosa. Bandiamo gli egoismi campalinistici e uniamo le nostre forze allo scopo di conseguire gli obiettivi comuni. Come ho detto all’inizio voterò accanto alla maggioranza della quale faccio parte ma, sia chiaro, Signor Presidente e Signor Sindaco, che per l’avvenire, qualunque iniziativa che escluda Linosa vedrà il mio voto contrario in seno a questo Consiglio Comunale.
A seguito dell’intervento per il punto 3 di cui sopra, è stato localizzato un sito a Linosa dove verrà programmata la costruzione di n.11 alloggi di edilizia convenzionata e agevolata.
Il Delegato Sindaco Remirez Salvatore
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lettera aperta del Delegato sindaco di Linosa |
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| Sicilia-Malta, 22 milioni di euro per cooperazione |
24/11/07 |
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Sicilia e Malta, un
binomio sempre più stretto all'insegna di una collaborazione in alcuni
settori strategici, dal turismo alle energie rinnovabili, dalla questione
idrica allo smaltimento dei rifiuti, dallo scambio di esperienze nella
pubblica amministrazione alla sanità, dalla tutela dell'ambiente alla
prevenzione dei rischi, a cominciare dalla desertificazione e dall'erosione
delle coste. |
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dalle Istituzioni |
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| Siremar a rischio fallimento |
06/11/07 |
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"Siamo
alla vigilia di una crisi senza precedenti. Se le attuali disposizioni
previste in Finanziaria per il rinnovo del contratto di servizio fra Stato
e compagnia di bandiera per i trasporti marittimi dovessero essere
applicate, la Siremar potrebbe dichiarare fallimento già il primo gennaio
del 2009".
Il grido di allarme è di Amedeo Benigno, segretario regionale Fit Cisl Sicilia. "A rischio - continua Benigno - c'è l'intero sistema di collegamenti fra la Sicilia e le sue isole minori. Questo significa niente più trasporti via mare, blocco dei rifornimenti verso le isole, addio al turismo e almeno mille marittimi che vedrebbero la concreta possibilità di licenziamento. La situazione è gravissima e va affrontata subito". La preoccupazione del sindacato nasce dalle disposizioni contenute in Finanziaria per il rinnovo del contratto di servizio fra lo Stato e la Tirrenia, compagnia di navigazione di bandiera. La convenzione scadrà il 31 dicembre 2008 e sono in corso le procedure per il rinnovo, ma sono previsti alcuni tagli dei collegamenti attualmente a parziale carico dello Stato perchè considerati "tratte sociali". Le rotte che Tirrenia dovrà coprire potranno essere solo cinque e la preoccupazione è che Tirrenia scarichi i tagli sulle compagnie controllate, ovvero le società di navigazione regionale. Per Siremar si profila una sola tratta sociale con evidenti ripercussioni negative per il turismo e per l'occupazione. La compagnia siciliana attualmente gestisce i collegamenti regionali siciliani da Trapani con le isole Eolie, da Porto Empedocle con Lampedusa e Linosa e da Palermo con Ustica. |
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agrigentonotizie.it |
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| Isolani isolati |
18/10/07 |
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Si avvicina l'inverno e cominciano, come sempre, gli orrori dell'isolamento. Dallo scorso venerdì, 12 ottobre, non arriva il traghetto che collega l'Isola con la Sicilia. Questa volta l'isolamento non è dovuto al malfunzionamento dei trasporti ma ad un forte vento che attualmente sta provocando diversi danni in molte parti dell' Europa. Cominciano a scarseggiare i viveri: l'amido per il pane comincia col delinearsi, forse si mangerà l'azzimo; la frutta non arriva da più di dieci giorni tant’è vero che nei supermercati si sono ridotte diverse categorie alimentari, nonché la frutta sciroppata è stata la prima a finire; addirittura la macelleria è costretta a chiudere per insufficiente disponibilità di prodotti. Mancano alcuni medicinali. Circa una cinquantina di persone devono partire e arrivare sull'isola che da giorni è in attesa dei presupposto traghettare della nave. Ciò nonostante rimane sempre il dubbio se la nave, pur partendo, attracchi, Linosa è di passaggio, quante volte abbiamo visto gente fare avanti e indietro tra la Sicilia e Lampedusa? Gli abitanti di Linosa sono isolani, è vero, ma anche isolani isolati. Non rimane altro che porci la ricorrente domanda filosofica: “Ma l’amministrazione come reagisce di fronte a tale disagio?” e ancora “il famoso elicottero promesso durante i comizi per le elezioni del 13 maggio è ancora in fase di costruzione?”. |
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Aethus |
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| Maxi sbarco di immigrati |
19/09/07 |
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Un barcone, di circa 15 metri, con 302 immigrati clandestini verso mezzogiorno scorge davanti la cala di Pozzolana di Ponente nella stessa ora dell'attracco del traghetto che collega l'isola con la Sicilia. Dapprima il barcone stava per arenarsi su una secca adiacente la Punta ma grazie a un'onda viene sollevato e spostato dove il mare è più alto. I carabinieri hanno fatto allontanare tutti dal molo sia passeggeri che dovevano partire che curiosi. Quando il natante si è avvicinato alla banchina quattro di loro si sono lanciati in acqua per raggiungere per prima la terra. Gli immigrati sono tutti in buona salute, sei di loro hanno riportato solo alcuni graffi causati durante lo sbarco. Diverse sono le nazionalità di provenienza, molti dall'Eritrea, qualcuno del Ghana, della Palestina, Somalia, Etiopia... 49 donne di cui 3 gravide e circa 20 bambini dai 3 mesi ai 9 anni. Gli sfortunati stanno bene, sereni e con vestiti asciutti, cosa strana considerando che due ore prima aveva piovuto nella zona delle Pelagie, ciò fa pensare che sono stati trasbordati al largo da qualche nave, inoltre era impossibile che su un barcone di circa 15 metri potessero viaggiare per giorni più di 300 persone. All'arrivo sull'isola sono stati assistiti dai carabinieri e da volontari linosani e turisti che si sono prestati a offrirgli da bere e qualcosa da mangiare. Alcuni di loro chiedevano dove potessero prendere il treno per Milano, la maggior parte cercavano di assicurarsi che fossero in Italia e dopo la conferma baciavano la Terra e ringraziavano Dio. Gli immigrati sono stati trasportarti, lo stesso giorno, nel CPT (centro acccoglienza) di Lampedusa mediante 3 motovedette della Guardia Costiera. Ieri 3 nordafricani erano stati trovati in giro per l'isola. Il traghetto, invece, per un guasto al motore è rimasto attraccato sul molo della Pozzolana fino alle ore 17:00. |
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Aethus |
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| Un pensiero di Ninì Meli |
13/09/07 |
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Settembre 2007 - CHI NON SALTA
CLANDESTINO E' ... (Undicesima ed ultima parte):
L'ultimo salto è per voi,
amici di Linosa: Salvatore, Tiziana, Domenico, Eros, Giusy, Daniele e tutti
gli altri. |
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tratto da isoladilampedusa.it |
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| Non siamo mai soli: Intervista a Luigi Lambritto |
13/09/07 |
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Ieri, 12 settembre, alle ore 19 si concludono le riprese del cortometraggio, girato a Linosa, Non siamo mai soli di Tony Colapinto. Si sono spiegati tre giorni di duro lavoro che ha visto coinvolte 65 persone. La realizzazione di questo film ha entusiasmato i linosani i quali hanno partecipato con pazienza e prontezza. Le condizioni meteo – marine, per fortuna, sono state favorevoli consentendo nessun ritardo sulla piano di produzione. Sono state necessarie 13 ore lavorative per ogni giorno di riprese portando allo stremo tutti i collaboratori. Noi di Kinnikkienakki siamo riusciti a strappare una breve intervista all’attore protagonista, Luigi Lambritto. Questa è stata la tua prima esperienza cinematografica, cosa ti ha colpito maggiormente del personaggio, Francesco, che hai interpretato? Sicuramente la determinazione nel seguire le proprie idee e l’orgoglio di farlo. Cosa avresti modificato del tuo personaggio? Io non avrei cambiato nulla, in quanto come Francesco non do molto peso ai giudizi della gente. Infatti quando sento di fare determinate scelte le faccio senza pensare a quello che potrebbe accadere dopo. Quali sono le tue prospettive per il futuro? Innanzi tutto comincerò nel cercare di perfezionarmi nella recitazione e nella dizione . tuttavia il mio sogno è di diventare un giornalista soprattutto di reportage, poiché mi piace viaggiare e mi alletta l’idea di conoscere gli angoli più sperduti del mondo. Com’è stato lavorare con Veronica D’Agostino e Tony Colapinto? Con Veronica è stato piacevole e divertente perché abbiamo trovato subito quel feeling che serviva all’interpretazione delle scene girate assieme, anche se non nascondo che all’inizio avevo paura di bloccarmi in quanto non ci conoscevamo ancora, mentre con Tony, dire che è stato bello lavorarci è poco perché è una persona gentilissima, simpaticissima ma soprattutto abile nel suo lavoro; quindi, tutto è stato facilitato da questo. A lui devo molto perché mi ha dato una buona visibilità. Com’è stato lavorare con gli altri? Devo dire che ho lavorato bene con tutti in quanto si è allacciato un rapporto di amicizia immediatamente. Com’è Luigi Lambritto? Eh… sono un ragazzo semplice che crede molto nel valore dell’amicizia, dunque cerco di dare il più possibile agli amici. Nel corso dell’evolversi della storia del beniamino Francesco i suoi amici gli hanno voltato le spalle proprio nel momento in cui lui ne aveva più di bisogno. Cosa ne pensi? Come dicevo prima credo molto nell’amicizia e di conseguenza non avrei mai, e dico mai, abbandonato un amico proprio in un momento cosi difficile. Si evince che credi molto nei sentimenti. E l’amore? Sono fidanzato da un anno con una ragazza di Milano alla quale tengo molto. Il film racconta anche l’amore di due ragazzi che vivono distanti. Come vivi questo tuo amore lontano? Di certo non è facile perché molte volte avrei bisogno della sua presenza ma d'altronde per andare avanti si devono fare questi sacrifici. Come ha reagito la tua lei all’idea che avresti dovuto baciare un’altra ragazza? Non bene….( Risata)… però c’è una fiducia reciproca. |
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Domenico Tuccio |
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| Non siamo mai soli: Linosa set cinematografico |
06/09/07 |
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Stiamo per avvicinarci ai tre giorni di importanza cinematografica che vivrà l'isola di Linosa. Ormai da mesi va avanti il progetto per la realizzazione del cortometraggio di Tony Colapinto, giovane aspirante regista che vedrà Linosa come scenario suggestivo nel districarsi delle vicende dei protagonisti, Maria e Francesco, di non siamo mai soli. Il film vuole essere una denuncia alla condizione adolescenziale di svantaggio rispetto ai giovani coetanei che vivono in altri luoghi. Storie di sogni, di immaginazioni, che alle volte sfociano nell'emarginazione. Le riprese cominceranno il 10 settembre sino al 12 dello stesso mese. Tre giorni di intenso e duro lavoro di neofiti attori scelti sull'Isola. "Purtroppo non siamo riusciti a trovare, fra gli attori isolani, qualcuno che rispecchiasse le caratteristiche fisiche dei protagonisti" racconta Salvatore Tuccio, assistente alla produzione. Si spiega, dunque, la motivazione di scegliere, nel ruolo della protagonista, l'attrice Veronica D'Agostino (ormai interprete in diversi films come Respiro e Paolo Borsellino) e di Luigi Lambritto, affascinante giovane della provincia di Enna, dal volto misto tra l'angelico e tenebroso. |
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Domenico Tuccio |
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27/07/07 |
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Sembra quasi una favola. Un paradiso naturale immerso nel mediterraneo. Chiunque arrivi sull’isola di Linosa non vuole più ritornare indietro. Rimane attaccato come una patella sullo scoglio. Si ma, bisogna arrivarci. L’unico mezzo di collegamento che dovrebbe garantire il tragitto, per il canale di Sicilia, tra Porto Empedocle-Linosa-Lampedusa, in condizioni meteo marine, quantomeno discreto, è la motonave della Siremar, Palladio. Durante i mesi precedenti i collegamenti non sono stati idilliaci. Sapevano di lentezza e non curanza delle esigenze delle persone, residenti e turisti. Da qualche settimana sembrava aver ripreso un ritmo regolare, più o meno, nelle partenze e negli attracchi. Tuttavia, da mercoledì 25 luglio, il mare non ha offerto le condizioni propizie affinché si spiegasse l’approdo presso il punto di attracco “Pozzolana di Ponente”, il quale esposto a nord-ovest, col vento di maestrale vede difficili, alle volte pericolose, le manovre di attracco. Un altro punto di approdo si erge a sud dell’isola, Scalo Vecchio, il quale è stato dichiarato inagibile. Effettivamente, la sua inagibilità è dovuta alla stretta larghezza della banchina in relazione all’ampiezza della poppa della Palladio. Ciò, quando si verificano correnti marine anche leggere, possono causare degli spostamenti deleteri su alcune piccole secche limitrofe. Dalla sua dichiarazione della sua inagibilità, durante le manifestazioni politiche, aleggiano storie sulla realizzazione di progetti finalizzati alla costruzione di un porto, anche se piccolo, che garantisca l’approdo con qualsiasi vento. L’ex delegato sindaco Ardizzone si era espresso: << i lavori cominceranno a maggio >>. Da maggio alla fine di luglio sono già trascorsi tre mesi e di discorsi sui generis neanche l’ombra. Ormai la nave tende a non attraccare più e la gente che si trova su detta nave, come un turista in crociera, viaggia da Porto Empedocle a Lampedusa e viceversa. Stamani, oltretutto, doveva arrivare sull’isola la salma della signora Maria Tuccio, deceduta il 24 luglio scorso presso la dimora agrigentina della figlia. La povera signora aveva tre figli che risedevano sull’isola i quali non hanno potuto salutare, per l’ultima volta, la madre prima che venisse zincata nella bara. Dunque Linosa è un’isola che non c’è, poiché la nave passa dritta, snobbandola. Tuttavia compare nelle menti e sulle carte dei “potenti” solo quando i linosani devono adempire ai loro doveri. Ma i diritti allora? |
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Domenico Tuccio |
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| E ritorno da te, un nuovo nido alla Pozzolana |
24/07/07 |
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Intorno le ore 19:00 i ragazzi del CTS si trovavano presso la cala della Pozzolana di Ponente per la liberazione di una tartaruga che era rimasta nel centro di recupero tartarughe dell'isola per alcuni giorni di ricovero dopo essere stata operata per l'estrazione di un amo da palamito. Dopo qualche minuto si sono accorti che qualcosa era emersa dall’acqua e si dirigeva verso la spiaggia. Eccola, una tartaruga della specie Caretta Caretta intenta a cercare uno spazio dove deporre le proprie uova. Dopo una ventina di minuti di perlustrazioni, la chelonide si ridirige verso il mare per ritornare poi, sulla spiaggia, la sera verso le 21:30 dove ha scavato una buca di circa 50cm e ha deposto le uova. La stessa tartaruga aveva già ovodeposto sulla stessa spiaggia nell’anno 1996 e nel 2004. Ciò fa capire che questi rettili utilizzano sempre gli stessi luoghi per la loro ovodeposizione. Inoltre la neo-mamma è ancora attesa per le successive deposizioni, almeno tre durante il ciclo di ovodeposizione. |
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Aethus |
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| Le isole si accendono 2007 |
21/06/07 |
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Anche quest’anno si è svolta la manifestazione “le isole si accendono” presieduta dall’associazione Vivara della stessa isola. Lo scopo della manifestazione è di rendere tutti i partecipanti uniti nella riflessione sulla cultura, la poesia, la letteratura, la musica, dettando un momento di convivialità che si estende dal gruppo presente ai vari gruppi che si trovano su altre isole. Il momento più significativo della manifestazione è l’accensione della fiaccola, simbolo di luce e continuità della cultura. Non si può dire che vi erano molti partecipanti, solo cinque, come presenze fisiche ma, con il crocchio di amanti della poesia, sull' isola c' era la voce di un gruppo messinese di trenta persone, il gruppo C.A.I , che, nel 2004, sono state a Linosa per delle escursioni. Questi hanno inviato un' opuscolo con delle riflessioni e poesie stilate nell' immagine della nostra isola. L’appuntamento era intorno alle 20.50 presso la cala nord dell'isola, aspettando che si facessero le 21. il gestore della manifestazione in Linosa racconta - immaginaretante altre persone che in questo momento si trovavano nella stessa attesa pronte a leggere in comunione le loro espressioni dell' anima è emozionante - . Le poesie proposte vedono "le mie note" di Marilena Mascari, seguono due poesie di Domenico Tuccio, "liricismo Isolano" e "Na canzuni", in versi siciliani. |
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Il direttore kinnikkienakki |
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| Cento Vetrine: Tempu Nivuru a Lampedusa |
20/06/07 |
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Da mesi ormai i giornali avevano riportato la notizia che il cast della fiction torinese, Centovetrine, doveva approdare sull’Isola di Lampedusa durante il mese di Giugno per girare alcune scene da proiettare dopo l’estate. Lo scenario afro-europeo dell’isola di Lampedusa funge da set per il districarsi della trama dei nostri amati protagonisti della soap. Colpi di scena e ritorni di attori scomparsi coopereranno affinché il groviglio della “matassa” si infittisca, a volte, o si sciolga. Ovviamente molte comparse sono state scelte sull’isola stessa. Non poteva mancare il gruppo di cabaret “Tempu Nivuru” che si è precipitato immediatamente da Linosa. - Non potevamo mancare – replica Domenico, - è stata un’esperienza che non dimenticheremo facilmente - racconta Tiziana. Ovviamente il ruolo che rivestivano non è da premio Oscar, in quanto hanno preso parte come comparse, tuttavia è un modo per lanciare la propria immagine. Almeno Salvatore nei panni di un poliziotto, con la sua aria, innata, da gendarme ha adempito appieno al suo ruolo. Ma invitiamo i nostri lettori a seguire la fiction in modo da essere partecipi alla loro prima esperienza televisiva. |
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Il direttore kinnikkienakki |
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| Asini: il passato non ha mai fine |
11/06/07 |
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Nelle diverse storie che popolano la letteratura, da Pinocchio, con Lucignolo, a “L'asinella parlante del mago Balaam”, nel libro dei Numeri della Bibbia, c’è la presenza di un asino. Povero e obbediente. Testardo a volte, ma sempre utile all’uomo. Dall'inizio della storia gli asini sono stati utilizzati in Europa ed Asia occidentale per trasportare carichi, tirare carri e trasportare persone. Nonostante non sia veloce come il cavallo, è più robusto, il suo mantenimento è meno costoso, ha una gran resistenza e si muove agilmente su terreni difficili. Anche a Linosa l’asino adempiva a tale compito. Tuttavia, da quando la tecnologia, con le automobili, è giunta fino a questo scoglio nel cuore del Mediterraneo l’asino ha cominciato, via via, ad assumere una funzione sempre più emblematica di ambienti rurali. Quando, qualche anno fa si è vista la completa scomparsa dell’equino sull’Isola. Sono due anni fa, un fanatico di questi quadrupedi, ha voluto riportare sull’isola un’esemplare femmina, Rosina. Per tutto questo tempo, ha alimentato la passione verso questi mammiferi tanto da indurlo all’acquisto di otto esemplari adulti: due femmine e sei maschi. Nel il gruppo vi è la presenza di una madre con il suo cucciolo di soli sette giorni. L’idea è stata accolta dagli isolani, soprattutto gli over cinquanta I quali hanno rivissuto momenti della propria infanzia, con molto entusiasmo. Il signor Enzo presentava le sfumature di lacrime agli occhi poiché uno degli asini somigliava all’asinello che aveva la propria famiglia e con il quale giocava, il suo nome era Trenino per l’utilizzo che ne facevano. Gli animali sono stati raccolti in una stalla allo scopo di poter incentivare la riproduzione di questi e attivare un servizio turistico volto all’approccio diretto con la natura. |
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Domenico Tuccio |
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04/06/07 |
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Sabato sera si è concluso il corso “Balli di Gruppo e Latino americano” tenutosi dal mese di febbraio presso la Parrocchia S. Gerlando di Linosa, oratorio Stella Maris. Ad ideare il corso è stato padre Giovanni Fregapane introducendolo nelle attività parrocchiali. Il corso è stato presenziato da Tuccio Salvatore il quale si è offerto di insegnare diversi balli di gruppo e latino americani. Come racconta Maria Rosa -. È un peccato che si è concluso, speriamo nella ripresa dopo l’estate - si evince l’entusiasmo e lo svago che la gente ha riscontrato in questo corso. Si è iniziato con 15 iscritti e la suddivisione del corso in due, α e β, vedendo un calendario bisettimanale, un pomeriggio ed una serata. A conclusione del corso si è voluto festeggiare con un simposio tenutosi presso l’oratorio che vedeva una centrale tavola imbandita delle più svariate leccornie per poi scatenarsi nelle danze precedentemente apprese. - Siamo pronti per divertirci quest’estate - racconta la signora Maria, - basta restare dietro le quinte, finalmente posso essere protagonista alle serate linosane - esprime Renata. |
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Domenico Tuccio |
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| Dirottati a Lampedusa |
30/05/07 |
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Recentemente le condizioni meteomarine sono state avverse per permettere il quotidiano traghettare della motonave Palladio per le Isole Pelagie. Qualunque bollettino meteorologico, su internet e sul televideo, emetteva una perturbazione per tutta la penisola. Tanto è vero che da domenica 27 Maggio le Isole Pelagie, soprattutto Linosa, sono rimaste semi-isolate (in quanto ha operato qualche sporadico viaggio l’aliscafo della Ustica lines, Gianluca). A Lampedusa, l’amministrazione vigente, si è mossa affinché ieri, 29 Maggio, sull’Isola di Linosa arrivasse un’elicottero della Guardia di Finanza per prelevare il delegato sindaco Salvatore Remirez. A muovere tutto è stata la prima seduta del consiglio amministrativo dell’amministrazione 2007-2012. Ancora alle ore 20,15 dello stesso giorno il comandante della motonave Palladio non aveva deciso se effettuare il viaggio o meno. Il responso positivo è arrivato oltre tale ora vedendo imbarcare circa 25 passeggeri per l’Isola di Linosa. Sono le ore 8,30, di giorno 30 Maggio, e la motonave, dopo quattro manovre d’approdo, non riesce ad attraccare sulla vulcanica isola in quanto, oltre alla forte corrente, la nave presenta una poppa notevolmente ampia rispetto alle esigue dimensioni della banchina d’attracco. Ne consegue i viraggio verso la vicina Isola di Lampedusa dove attraccherà due ore dopo. Molti passeggeri, sia per via della delusione e l’amarezza del mancato attracco sia per via delle contrazioni a cui andava incontro l’imbarcazione, hanno cominciato ad accusare dei malori. Il caso vuole che sulla nave si trovava la dottoressa G. Varesano la quale oggi doveva prendere servizio come guardia medica turistica di Linosa. Si è adoperata prontamente ad aiutare i malandati usufruendo dell’infermeria della motonave. Arrivati a Lampedusa, i dirottati, sono stati accolti dal vicesindaco delle Pelagie A. Maraventano e dal consigliere delegato sindaco di Linosa S. Remirez i quali hanno offerto ospitalità e ristoro presso un ristorante lampedusano. I 25 passeggeri adesso sono in attesa di prendere l’aliscafo che partirà da Lampedusa per Linosa alle ore 16.30. Cosa augurare a queste povere vittime del maltempo: Buon viaggio! |
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Domenico Tuccio |
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| Idrovolante per Linosa? |
25/05/07 |
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Alla notizia dell’imminente arrivo degli idrovolanti a Porto Empedocle, il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis non riesce a comprendere ancora la ragione per la quale, nel circuito previsto dalla AquaAirlines, non siano state inserite anche le isole Pelagie. «Contatteremo immediatamente questa società - ci ha detto De Rubeis - una opportunità del genere credo sia unica per le nostre isole dal momento che ci consentirebbe un collegamento giornaliero con Porto Empedocle e quindi Agrigento. Sono molti gli isolani, infatti, che sono costretti a raggiungere Agrigento, passando da Palermo, poiché Lampedusa è collegata con gli aerei solo per il capoluogo, quando la nave non arriva per il maltempo. Inoltre, potrebbero aprirsi le porte per un nuovo turismo, sia verso Lampedusa che verso Agrigento, proviamo a immaginare dei gruppi di turisti che potrebbero stare a Lampedusa o a Linosa qualche giorno e poi, decidessero di visitare anche Agrigento, per vedere la valle dei templi o le altre bellezze della provincia. Potremmo avere finalmente l’inizio di un interscambio turistico che è sempre mancato fra le Pelagie, Porto Empedocle ed Agrigento, città che a noi interessano molto. Una volta contattata la AquaAirlines quindi, chiederemo loro di dare questa opportunità anche alle nostre isole, facendo arrivare i loro idrovolanti anche a Lampedusa e Linosa. Noi, per la parte che ci compete, ci attiveremo subito per creare le condizioni per gli ammaraggi degli idrovolanti». In effetti dei rapporti di interscambio fra le amministrazioni comunali di Lampedusa, Porto Empedocle e Agrigento, non sono mai esistiti, nonostante da tempo esista un rapporto commerciale consolidato con Porto Empedocle. «Se fino ad oggi - ha continuato De Rubeis - nessuno ha sentito l’esigenza di iniziare rapporti di collaborazione e di interscambio con i sindaci e gli amministratori di Porto Empedocle e Agrigento, inizierò io a farlo e fra qualche settimana, chiederò di incontrare entrambi. Conosco il sindaco Firetto e so che, insieme, potremo fare molto per il bene dei nostri comuni. Anche per Agrigento, varrà lo stesso discorso». C’è da rilevare che oltre che per i comuni di Porto Empedocle e Agrigento, anche con la Provincia regionale il comune delle Pelagie, fino ad oggi, non ha avuto interlocutori, può essere che da questo momento qualcosa cambi. Insomma questa storia degli idrovolanti ha aperto immediatamente grandi prospettive inattese all’intera provincia. |
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lasicilia.it |
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| Benzina: ricorrenza annuale |
20/05/07 |
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Si potrebbe definire come un lieto evento, per così dire dato che si tratta di un vero e proprio investimento, in quanto si verifica sull’Isola solo, ed esclusivamente, una volta all’anno. Il mese di Maggio è sempre atteso in vista dell’arrivo del carburante. Doveva arrivare giorno 16 tuttavia, per cause meteomarine avverse, la nave che era tenuta al suo trasporto non parte. Il viaggio viene spostato a giorno 19. Già a partire dal mese di Febbraio, presso l’edificio della delegazione municipale, si raccolgono i nominativi, affiancati dal quantitativo di carburante necessario, fissando il limite alla data del 31 Marzo. All’arrivo della nave, sulla banchina si trovano, le forze dell’ordine, carabinieri e vigile urbano; a quest’ultimo è stato affidato l’amaro compito di mantenere un ordine cronologico delle prenotazioni durante il ritiro dei fusti di combustibile. Sull’isola scendono quattro autotreni, con 332 fusti contenenti benzina e gasolio. Il costo della benzina che vige in Italia attualmente oscilla tra € 1,328 - 1,348/ litro, e quello del gasolio tra € 1,148 – 1,155 /litro; un bidone contiene 200 litri di carburante, quindi il costo dovrebbe essere: · € 265,60 – 269,60/bidone rispetto alla benzina; · € 229,60 – 231,00 rispetto al gasolio. Ovviamente a carico del cliente va aggiunto il prezzo del trasporto e del viaggio sulla nave, portando la benzina ad ammontare a € 276,00/ fusto mentre il gasolio a € 246,00/ bidone. E’ naturale, per chi non vive sull’isola, chiedersi: ma cosa ci fanno i linosani con la benzina su un’isola così piccola? E’ vero che di veicoli ce ne sono più del necessario, tuttavia, molti di questi sono impiegati per adempiere ad attività lavorative (affitto di motorini, affitto di macchine, veicoli agricoli, barche, ecc.). Certo, per gli isolani non sarebbe scomodo la presenza di un distributore che garantisse l’uso di carburante scevro da ogni preoccupazione per l’usura dello stesso. Stando speranzosi alle promesse fatte dal sindaco Bernardino De Rubeis si vocifera che le pratiche per l’impianto di un distributore carburante stanno per progredire giocando, a suo favore, la volontà espressa dal precedente sindaco Bruno Siragusa il quale, poco prima delle elezioni, si era mosso affinché a Linosa si collocasse una sezione distaccata della caserma dei vigili del fuoco di Lampedusa. |
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Domenico Tuccio |
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| Progetto Berta maggiore |
18/05/07 |
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Inizia a febbraio, attorno al 10 giorno più giorno meno, la lunga stagione riproduttiva della Berta maggiore (Calonectris diomedea). Gli adulti arrivano sull’area della colonia nelle piccole isole del Mediteraneo dopo aver trascorso buona parte dell’inverno in mare aperto. A fine maggio viene deposto l’unico uovo che si schiuderà dopo la metà di luglio. A metà ottobre si ha l’involo dei giovani, che abbandonati dai genitori e dopo aver perso il grasso superfluo lasciano le grotte dove sono nati e cresciuti per prendere il mare e tornare dopo 4-5 anni, da adulti, nella loro isola natia per nidificare. Inquietante ed allo stesso tempo affascinante è il verso emesso dagli adulti quando di notte, al calar della luna raggiungono l’area della colonia dopo che lo stormo si è riunito all’imbrunire al largo degli scogli di nord ovest, di Mannarazza. Migliaia di Berte nel buio volano a basa quota emettendo un verso simile ad un vagito, più nitido e pulito quello del maschio, più grave e rauco quello della femmina. Il cielo stellato si riempie di sagome vocianti che volano sugli spuntoni aguzzi di lava prima di atterrare e poi dopo essere atterrati camminando sulla lava viva, entrare nelle loro tane: cunicoli lavici, grotte, anfratti sotto cespugli di lentisco. Per darsi il cambio o per alimentare il piccolo nato dall’unico uovo deposto. La Berta maggiore è un Procellariforme e come quasi tutti gli uccelli appartenenti a quest’ordine è una specie in declino in tutto il Mediterraneo. Essa è inclusa nell’Allegato I della Direttiva “Uccelli” 79/409, risulta SPEC 2 secondo i criteri di BirdLife International ed è riportata nella Lista Rossa Europea dell’IUCN come Vulnerable. L’isola di Linosa ospita la colonia italiana più abbondante di questa specie (stimata in circa 10-15.000 coppie, risultando per consistenza la seconda nel Mediterraneo. Nell’ambito delle attività di tutela delle specie selvatiche con problemi di conservazione, la LIPU ha avviato nel 2006 uno studio per approfondire le conoscenze sulla biologia della Berta maggiore nell’isola di Linosa e determinare l’importanza relativa delle diverse tipologie di impatti a carico della colonia. Mentre fino allo scorso anno la raccolta ad opera dell’uomo delle uova deposte era considerata la principale causa di declino della specie nell’isola, con un prelievo annuo sino a 2000 uova, lo studio condotto dalla Lipu nel 2006 durante tutto il periodo riproduttivo da aprile a ottobre ha portato a ritenere la predazione da parte dei ratti delle uova e dei pulcini la causa principale di declino della colonia La Lipu aveva già iniziato un’opera di sensibilizzazione della popolazione per ridurre ed arrestare la raccolta di uova organizzando dei campi di studio dal 1991 al 1996 ottenendo una consistente riduzione della raccolta delle uova: molti isolani infatti cominciarono a considerare le Berte non più come risorse alimentari, ma come mezzo per avviare delle attività economiche legate ad esse quali ad esempio l’accompagnamento in barca all’imbrunire dei turisti per osservare lo stormo che si raduna a mare prima di rientrare a terra non appena tramonta la luna. Lo studio è stato effettuato monitorando ben 231 uova deposte. Di esse meno della metà di piccoli di Berta si sono involati ad ottobre. Il resto delle uova e dei pulcini nati, ad eccezione di 5 uova abbandonate dagli adulti, è stato inesorabilmente predato dal ratto nero, specie introdotta dall’uomo sull’isola. Il Ratto nero è una delle principali cause di riduzione delle popolazioni di uccelli marini delle piccole isole e negli ultimi anni sono stati messi a punto metodi di controllo delle popolazioni di ratti che a dirittura possono condurre alla eradicazione di questo roditore. Nel 2007 la Lipu insieme all’Università di Palermo e alla Stazione siciliana di inanellamento avvierà a Linosa una prima campagna di controllo del Ratto nero per la tutela della Berta. |
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Giuseppe Rannisi |
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17/05/07 |
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La Rotary International è un organizzazione che si propone lo scopo di diffondere l'ideale del servire, inteso come motore e propulsore di ogni attività. Il primo club, il Rotary Club di Chicago, Illinois, USA, fu fondato il 23 Febbraio 1905 da Paul P. Harris. Negli anni seguenti la popolarità del Rotary si diffuse rapidamente in tutti gli Stati Uniti; furono fondati club in tutto il Paese, da San Francisco a New York. Un fondo di dotazione, costituito dai Rotariani nel 1917 "per fare del bene nel mondo", divenne nel 1928 un ente no-profit conosciuto come Fondazione Rotary. Alla scomparsa di Paul Harris, avvenuta nel 1947, un autentico fiume di donazioni fatte da Rotariani in sua memoria, per un totale di 2 milioni di $, lanciò il primo programma della Fondazione — "graduate fellowships" — ora noto come "Ambassadorial Scholarships". Attualmente le contribuzioni annuali alla Fondazione Rotary superano la cifra di 80 milioni di US$ e finanziano una grande quantità di "humanitarian grants" e di "educational programs" che consentono ai Rotariani di portare la speranza e promuovere la comprensione internazionale in tutto il mondo. All'approssimarsi dell'inizio del 21° secolo, il Rotary si è impegnato per venire incontro alle mutate necessità della società, ampliando i propri sforzi di servizio per indirizzarli verso pressanti problemi quali il degrado ambientale, l'analfabetismo, la fame nel mondo e i bambini a rischio. Durante la XXIX Assemblea Distrettuale tenutasi a Taormina il 27-28 Maggio 2006, La Rotary Foundation ha fissato come tema distrettuale dell’anno: L’Immigrazione Clandestina”. Tuttavia la Rotary Club Menfi Belice Carboj ha indotto un concorso di idee per un progetto: la via per la vita. Il concorso voleva la consegna dell’elaborato scritto entro e non oltre il 31 Gennaio 2007. l’assegnazione dei premi prevedeva 5 posti. Con onore e grande soddisfazione dei linosani a raggiungere il podio è stato Davide Bonadonna, frequentante la III media inferiore presso l’Istituto Onnicomprensivo di Lampedusa e Linosa sez. Linosa, con il seguente progetto: la via per la vita Ho cominciato a conoscere il problema sull'immigrazione clandestina moltissimi anni fa, quando ancora non andavo a scuola. poiché la mia isola è spesso visitata da barconi di clandestini, ricordo che all'incirca 5-6 volte l'anno arrivano da noi piccoli gruppi di persone che vengono alla ricerca di un avvenire migliore. Grazie alla televisione e alla stampa sono arrivato alla conoscenza più approfondita del problema relativo all'immigrazione clandestina. Queste persone provengono soprattutto dai paesi dell'africa del nord, Tunisia, Marocco, Libia, Egitto e altri ancora. E’ gente povera che ha venduto quel poco che aveva per arrivare fino alle coste italiane, ma soprattutto siciliane; spesso si trattava pure di persone che scappavano per motivi politici o religiosi. in ogni caso è gente disposta a tutto pur di trovare una vita migliore per se stessi e per la propria famiglia, Gruppi familiari che abbandonano le loro terre, spesso rischiando la loro vita. Infatti si sente dire spesso che per le cattive condizioni del tempo qualche barcone affonda e i soccorsi a volte non arrivano in tempo. per aiutare questa povera gente, noi di linosa, quando sbarcano nelle nostre spiagge, facciamo a gara per aiutarli, offrendo vestiti asciutti e cose da mangiare da bere, e chi può, a far fare loro una doccia. Dopo breve tempo vengono trasportati al centro di prima accoglienza di Lampedusa e non li vediamo più, non sappiamo che fine fanno, se riescono a trovare fortuna o se vengono rimandati nel loro paese. Io invece, penso che per aiutare queste persone ci vorrebbe qualcosa di più, un progetto diverso. dopo una lunga riflessione, dopo alcuni dibattiti con i miei compagni e la nostra insegnante. Ho ideato un progetto. Visto che la mia isola conta circa 2oo famiglie, ho pensato che si potrebbe "adottare'' un immigrato per ogni 10 famiglie, per un totale quindi di 20 immigrati, preferibilmente tutti della stessa famiglia oppure dello stesso paese. Il comune dovrebbe provvedere alla fabbricazione di luna grande casa comune, con un grande locale adibito a soggiorno cucina, 10 camerette da letto e un 4-5 bagni, tutto circondato da un giardino e da un piccolo orto. Sempre con l'aiuto del comune, ma anche della popolazione, si dovrebbe arredare questa grande casa con tutto il necessario per vivere dignitosamente. Durante l'anno necessario per la costruzione di questa casa, la chiesa dovrebbe fare opera di sensibilizzazione fornendo notizie sulle persone da adottare, sulle loro abitudini e tradizioni. la chiesa dovrebbe, inoltre, creare, un gruppo di volontari che al momento del loro arrivo. si adopererebbero a creare i primi rapporti umani. Al loro arrivo, i 20 ospiti saranno condotti nella loro casa e per il primo mese il gruppo di volontari porterà a loro gia pronti colazione, pranzo, merenda e cena. Per comprare tutto questo ogni famiglia dell'isola darà ogni mese per un anno, € 10, che saranno amministrati dal gruppo di volontari. Durante questo primo mese gli ospiti faranno piano piano conoscenza con tutte le famiglie dell'isola, ma la cosa più importante, saranno date lezioni di lingua italiana per incominciare a inserirli nel nostro ambiente e si comincerà a fare capire alcune leggi del nostro paese e saranno curati e controllati al livello sanitario. Durante il secondo mese, i cibi saranno portati ogni giorno non cucinati ma verrà insegnato di volta in volta come cucinarli, mentre agli uomini verrà insegnato a poco a poco a fare dei piccoli lavoretti nel campo dell'agricoltura, della pesca e della manovalanza. Si continuerà con le lezioni di italiano e si inviteranno a fare delle passeggiate per conoscere le nostre case, le nostre località e i nostri negozi. Durante il terzo mese si darà giornalmente una cifra bastevole per fare la spesa e si lasceranno quindi liberi di decidere cosa mangiare mentre nel loro orto si pianteranno delle verdure che potranno servire per la loro alimentazione. Dopo 4 o 5 mesi daremo loro la possibilità di guadagnare qualcosa cominciando a fargli fare dei lavoretti a pagamento per imparare, secondo le loro capacita un mestiere. Complessivamente noi linosani dovremmo aiutarli economicamente per 1 anno, offrendo anche i nostri vestiti, i prodotti della nostra terra, la nostra solidarietà e la nostra simpatia. Dopo 1 anno di adozione sarebbero secondo me capaci di guadagnarsi la vita senza il nostro sostegno economico e potrebbero vivere nella nostra isola per altri 2 anni, il tempo necessario per imparare bene la lingua, le nostre leggi e soprattutto un mestiere. Ma se volessero restare dovrebbero affittarsi una loro casa perchè sarebbe giusto, dopo tre anni, dare la possibilità ad altre 20 persone. Questo progetto, forse, non verrà mai attuato, però non è impossibile. E se una comunità piccola come Linosa ed economicamente non ricca, potrebbe risolver il problema di 20 persone, quanta altra gente potrebbe essere aiutata da tutti i comuni d’Italia? Per concludere, io penso che quello dell’immigrazione clandestina sia un problema che tocca tuti e che fino ad ora non è stato risolto bene. E non bisogna dimenticare che il dovere dell’ospitalità è sacro; anche la Bibbia ci ricorda di essere capaci di fare la carità e di offrire quello che abbiamo a chi è più sfortunato di noi. |
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| Da un colloquio informale tenuto con il vincitore si evince che gli spunti per la stesura del progetto sono dettati da una serie di confronti fatti tra i compagni. Davide è un ragazzo timido e con una grande passione per la lettura, lo dimostra la sua prossima iscrizione presso un liceo classico della città di Palermo. Ancora non ha ben chiaro quale strada verterà il suo futuro ma, sicuramente, sfornerà idee che segneranno delle svolte nel sociale. | |||
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Domenico Tuccio |
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| Speciale elezioni amministrative |
maggio 2007 |
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23/04/07 |
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Il 13 e 14 maggio
Lampedusa e Linosa e altri 156 comuni della Sicilia si presenteranno alle
urne per eleggere il Sindaco e il consiglio comunale. Quattro sono le liste
ammesse nel comune di Lampedusa e Linosa. Le liste presentate nel comune di Lampedusa e Linosa sono le seguenti: -LISTA N.1 “DINO SINDACO” cand. Sindaco DE RUBEIS; linosani nella lista: MONTANA ANDREA CLAUDIO (nato a Lampedusa e Linosa il 17/07/1947) e REMIREZ SALVATORE (nato a Lampedusa e Linosa il 08/07/1949). -LISTA N.2 “UNITI SI VINCE” cand. Sindaco DI MALTA; linosani nella lista: SALTALAMACCHIA VINCENZO (nato a Palermo il 24/03/1973). -LISTA N.3 “13 MAGGIO” cand. Sindaco MARTELLO; linosani nella lista: GIARDINA FEDELE (nato a Catania il 05/04/1960) e LA RUSSA VINCENZO (nato a Lampedusa e Linosa il 14/02/1957). -LISTA N.4 “PELAGIE LIBERE” cand. Sindaco SIRAGUSA; linosani nella lista: ARDIZZONE CARMELO (nato a Palermo il 28/01/1972) Aethus
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23/03/07 |
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Se qualcuno me lo avesse detto tempo fa non c’avrei creduto. E’ proprio ritornato l’inverno. Erano ormai mesi che non vedevo un maltempo simile sull’Isola. Nonostante sia incredulo a tanto regredire-impazzire delle stagioni debbo farmene una ragione, anche perché tutta Italia ne lamenta gli eventi Per le strade è quasi impossibile passeggiare. Raffiche di vento rischiano di spingere la gente verso qualche muro o addirittura farla inciampare. Recandosi alla pozzolana di Ponente si rischia di essere letteralmente bagnato dagli spruzzi d’acqua mossi dalle onde, implacabili, che si frantumano sulla scogliera. La temperatura, per via del forte maestrale, si è abbassata di gran lunga. Solamente domenica scorsa sedevo sulla sdraio del mio giardino per farmi accarezzare dal tiepido sole primaverile che, non propriamente timido, tingeva Linosa. Adesso siamo ritornati con maglioni, sciarpe e guanti. Ovviamente il binomio maltempo-isolamento dell’isola di Linosa non può difettare. L’ultima nave è arrivata lunedì e da allora, puntualmente ogni sera dopo le 20.30, molti isolani si ritrovano attaccati alla cornetta del telefono per informarsi sulla utopica partenza della motonave Palladio. Adesso, dopo quattro giorni di isolamento, cominciano a scarseggiare i viveri. Se qualcuno accidentalmente volesse mangiare una bella fettina di carne si troverà dentro una macelleria priva di ogni prodotto se nonché alcuni surgelati. Tuttavia, come si suol dire “chi più ne ha più ne metta”, si presenta già da mercoledì un disservizio delle reti telefoniche mobili, senza saperne neppure la causa. Aspettiamo che il tempo migliori, così avremo la speranza di ritornare nel regno dei civili. Domenico Tuccio
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| Seduta straordinaria per i collegamenti |
09/03/07 |
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La precarietà dei collegamenti con le Isole Pelagie sarà oggetto di una seduta straordinaria del Consiglio Provinciale in programma il 10 marzo alle 9,00. La decisone è stata presa dal Presidente del Consiglio, Piero Luparello, sentiti i Capigruppo Consiliari. "L’attuale situazione di ordinaria precarietà - ha dichiarato Luparello - ci ha spinti a convocare un’apposita seduta del Consiglio per valutare la drammatica situazione dei collegamenti con le isole di Linosa e Lampedusa che scontano, oltre alla naturale marginalità territoriale e alle possibili condizioni climatiche avverse, un servizio di collegamenti fatiscenti e non adeguati ai bisogni della popolazione. Nonostante Lampedusa abbia poi un efficiente aeroporto, continua Luparello, anche il trasporto aereo non è sufficiente né per le esigenze locali né per quelle legate all’industria turistica delle Pelagie. Al Consiglio straordinario sono stati invitati i rappresentanti del comune di Lampedusa e Linosa e la deputazione nazionale e regionale e le forze politiche provinciali". AgrigentoNotizie.it
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| Clandestini: e mo’ dove dormono? |
26/02/2007 |
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Ore 20.30. Una ciurma di gente percorre, in salita la via dello Scalo Vecchio. Sono 14 clandestini inzuppati di acqua. A individuarli è Enzuccio che stava recandosi a Casa. Vedendo che si trattava di clandestini ha pensato bene di portarli sino al comando dei carabinieri. Con un inglese maccheronico gli impera di seguirli - Camò...ed il gruppo lo segue. Subito viene avvisato il vigile urbano, Giuseppe Bonadonna, che si precipita per adempiere al proprio dovere. Intanto i clandestini, di nazionalità incerta, ma del nord-Africa, vengono disposti in fila su un marciapiede che fiancheggia la caserma delle forze dell'ordine. Vengono accolti, al momento con poco, solo con una tazza di te preparata dall'unico locale ancora aperto, il dammuso. Intanto il maresciallo si muove per avere le autorizzazioni necessarie per la loro ospitalità. Il problema è legato agli eventi evolutosi tra il 10 ed il 16 febbraio quando i genitori hanno protestato per la questione "Palestra centro di prima accoglienza". Intanto la nave da PortoEmpedocle non effettua il viaggio per le isole Pelagie causa nefaste previsioni meteo-marine. Dunque il problema è legato all'ospitalità. Sono le 22 quando vengono alloggiati in una stanza dell’edificio comunale. Alle prime luci dell’alba, vengono sorpresi altri 4 clandestini in giro per il centro abitato, più tardi, approfittando ancora del tempo ottimale, la motovedetta militare da Lampedusa arriva per deportarli sull’isola più grande dove ci sono delle strutture più attrezzate al al caso. Domenico Tuccio
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25/02/2007 |
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Oggi i linosani, come ogni anno, si sono prodigati per festeggiare il Santo Patrono, San Gerlando. La ricorrenza cade il 25 febbraio, giorno della sua morte. Oltre ad essere patrono dell’’isola è patrono della diocesi agrigentina. La storia narra che riorganizzò la diocesi di Agrigento dopo la lunga occupazione musulmana che durò dall'829 al 1086. Quando nel 1845 l’Isola di Linosa venne colonizzata, la maggior parte dei volontari provenivano dall’agrigentino. Allora San Gerlando era un santo molto conosciuto e aveva molti devoti. Dunque i coloni recandosi su un’isola ignota si sono curati di portare con se una statua del Santo e dedicare la chiesa dell’Isola a questi. Perciò si tratta di una lunga tradizione che vede umili festeggiamenti. La processione per le vie del paese e la santa messa in chiesa. Per fortuna c’era una giornata degna di processione. Ciò ha reso fluido e piacevole il rituale. La statua, posta su un feretro in finto marmo verde, è stata portata sulle spalle di quattro uomini, mentre procedevano in avanti due lunghe file di fedeli. Durante il percorso inneggiavano: Lo sguardo tuo benevolo, Gerlando su noi china. La Chiesa Linosana guida e proteggi ognor. Domenico Tuccio
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| Carnevale: non solo tradizione |
21/02/07 |
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Il carnevale è una festa che esiste sin dal medioevo. Fu istituito come periodo i cui ognuno poteva essere, liberamente, ciò che durante il corso dell’anno, normalmente, non poteva essere. Allora si che i poveri si abbigliavano da ricchi, uomini da donne, ecc.. Per non parlare dell’opulenza sfoggiata durante il carnevale della Venezia settecentesca. Sfoggi di abiti, di maschere e parrucche primeggiavano nelle feste dei nobili. Dunque il carnevale ha una sua storia. E come tutte le storie fa cultura. Ormai il carnevale di Rio è rimasto il carnevale odierno per eccellenza. Balli, maschere, costumi e carri popolano le strade della città. In Italia molti sono i comuni in cui si festeggia il carnevale. Sono giorni di intenso divertimento e ilarità. Ovviamente Linosa, che fa delle tradizioni uno stile di vita, non poteva mancare alla convivialità di questo periodo. Sin dai tempi più remoti dalla colonizzazione dell’Isola, la cittadinanza vedeva il carnevale come un momento di svago e di divertimento. Alienandosi dal faticoso lavoro dei campi giornaliero, la sera, alcuni indossavano le vesti carnevalesche, fatte di poca roba ma di molta fantasia (come denti d’aglio e maschere cavernesche) e bussando alle porte. Gli abitanti aprivano e davano ospitalità ai “mascarati” (mascherati) i quali erano liberi di farsi riconoscere o meno. Ormai, per via della televisione si tende sempre più a stare in casa scemando, col tempo, la presenza di mascarati. Tuttavia l’ultima sera di carnevale è d’obbligo festeggiare. La scorsa sera, Padre Giovanni Fregapane ha opportunamente prestato il salone parrocchiale per un ballo in maschera. La sala è stata allestita con coriandoli e stelle filanti. A suon di musica, che variava dal liscio alla dance al latino americano, molti isolani si sono divertiti. Le maschere che primeggiavano per numero erano donne travestiti da uomini con cappelli, parrucche e baffi finti. A rendere maggiormente piacevole la serata è stata la presenza di Tiziana Giardina, cabarettista del gruppo Tempu Nivuru che, travestitasi da ‘za Tana ha ricevuto la coppa per la simpatia, l’energia e lo spirito. Domenico Tuccio
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| Progetto Clan-Destino giovani |
16/02/07 |
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Si chiamerà
"Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione", il progetto
nazionale di educazione interculturale - frutto della collaborazione tra
Osservatorio Permanente Giovani Editori e Fondazione O'Scià - che mira a
sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori sul tema
dell'integrazione possibile. Nato da un'idea di Andrea Ceccherini,
Presidente dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori (l'organizzazione
che attraverso la lettura di più quotidiani a confronto si propone di
aiutare i giovani a sviluppare quello spirito critico indispensabile per
essere domani cittadini liberi) e Claudio Baglioni (da anni impegnato, con
il progetto "O'Scià", sul fronte dell'incontro tra arti e culture), il
progetto è stato pensato con l'obiettivo di sensibilizzare le nuove
generazioni al tema dell'integrazione affinché possano sviluppare una
coscienza più informata e consapevole su questo aspetto della convivenza
civile, senza preconcetti e pregiudizi. Modalità e tempi del concorso: All'indomani del lancio del progetto l'Osservatorio invierà una comunicazione a tutti i docenti referenti del progetto "Il Quotidiano in Classe" per rivolgere loro l'invito ad aderire con le classi a questo nuovo Concorso, così da portare gli studenti a prendere spunto dai quotidiani che riceveranno e leggeranno in classe, per informarsi sul tema dell' integrazione, e per approfondirlo insieme a scuola. Il Concorso partirà il 01 Marzo ed entro 31 Maggio 2007 le classi prepareranno i loro calendari e li invieranno all'Osservatorio. Al termine del Concorso, dal mese di Giugno sino alla metà di Luglio, un'apposita Giuria si metterà all'opera per valutare tutti gli elaborati che saranno pervenuti ed entro il 15 di Luglio p.v. dovrà scegliere le 12 rappresentazioni vincitrici che andranno a comporre il calendario 2007/2008 del Concorso. Il calendario sarà realizzato e verrà presentato in occasione di una cerimonia di premiazione che si terrà nella seconda metà del mese di Settembre, ed alla quale prenderà parte una delegazione composta da studenti e docenti. All'avvio del progetto "Il Quotidiano in Classe" per l'a.s. 2007/2008 il calendario verrà stampato e una copia sarà inviata a ciascuna delle scuole che avranno partecipato alla prima edizione del Concorso "Clan-Destino giovani: insieme per costruire l'integrazione". Tratto da Clan-Destino giovani
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| Sarà vero? |
16/02/07 |
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L’attivazione del servizio ADSL ( tanto atteso dagli isolani) che prima sembrava un’utopia, pare che sia realizzabile. Ovviamente è bene aspettare i fatti senza soffermarsi troppo sulle parole. L’attivazione di detto servizio risolverà : Ø L’impiegare il tempo libero in maniera più redditizia, anziché attendere a lungo davanti ad una pagina web che stenta ad aprirsi; Ø Lo sviluppo di discussioni/chat con utenti nazionali e stranieri, permettendo uno scambio di culture e di pensieri; Ø L’attivazione delle prime due classi superiori utilizzando la videoconferenza. Trattando di questo argomento ci sarebbe da dire molto, ma un fattore rilevante risulta essere il fatto che i ragazzi, ancora troppo piccoli per trasferirsi in Sicilia, avranno la possibilità di poter continuare il proprio corso di studi senza dover affrontare le ingenti spese e i conseguenti traumi dovuti al distacco dalla famiglia. Un gruppo di isolani si è messo, per l’ennesima volta, nella raccolta delle firme. Con grande soddisfazione, il signor Giuseppe – abbiamo raccolto 189 firme- un numero consistente se si pensa che Linosa è un piccolo centro abitato di poco più di 450 anime. Se dovessimo dare una percentuale il risultato oscillerebbe tra il 45-50% della popolazione. Domenico Tuccio
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| Resoconto sulle vicissitudini delle ultime settimane |
16/02/07 |
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In un’isola come Linosa che appare tranquillamente adagiata su una coltre di mare già alle prime luci del mattino e che, a parte eventi particolari, rimane tale per tutta la giornata, la scorsa settimana è stata una fra quella da annoverare nell’ annuale degli eventi. A cominciare dallo sbarco dei 16 si sono susseguite una serie di eventualità che hanno portato un certo scompiglio nelle vicissitudini quotidiane degli isolani. Si è dovuta attendere la disinfestazione della Palestra Comunale per far si che gli alunni ritornassero sui banchi a svolgere le loro attività didattiche. Sei giorni di sciopero e si ritorna a scuola proprio oggi. Ecco che i battenti, alle ore otto del mattino, si aprono che gli alunni, con falso entusiasmo, si dirigono verso le loro aule. Riprendere le attività non sarà sicuramente una passeggiata ma almeno si è evitata la psicosi della pediculosi, che stava coinvolgendo alunni-genitori e popolazione. Ad attendere gli alunni ci sono solo tre insegnanti: due insegnanti per le elementari e il parroco che insegna religione alle scuole medie. Domenico Tuccio
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| Alla luce di Linosa |
11/02/07 |
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Martedì 13 febbraio alle 21:10, in prima visione, su rai 1 il film siciliano Alla luce del sole di Roberto Faenza. Nell'agosto 2005 l'attore che che interpretava la figura di don Gregorio Porcaro, Corrado Fortuna, viene invitato a Linosa per presentare il film nella quarta rassegna cinematografica Cinema & Società. Sotto l'articolo all'attore. "Dallo scorso inverno Corrado Fortuna, il fortunato protagonista di My name is Tanino, gira l‘Italia per presentare l’ultimo film di Roberto Faenza che racconta la drammatica storia di don Puglisi e nel quale Fortuna interpreta la figura di don Gregorio Porcaro, l’uomo che ha vissuto al fianco del prete antimafia di Brancaccio poi ucciso dalla mafia. Invitato dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema di Agrigento e dall’assessorato alle politiche sociali della Provincia regionale di Agrigento (che lo hanno ringraziato con una duplice targa per lui e per la sua compagna, l’attrice Regina Orioli), il giovane attore palermitano è sbarcato anche a Linosa per presentare il film Alla luce del sole che ha chiuso la tradizionale rassegna cinematografica che ormai da alcuni anni anima l’estate della più piccola isola dell’arcipelago delle Pelagie. E per l’occasione non si è sottratto ad alcune domande sul film, sulla sua vita e sulla Sicilia. segue..." Aethus
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| Immigrati bloccati dal maltempo |
10/02/07 |
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Ancora collegamenti interrotti per mare forza 7 di maestrale, Linosa isolata a causa delle pessime condizioni meteomarine che imperversano il Canale di Sicilia ormai da 3 giorni. Le previsioni non portano miglioramenti prima del prossimo lunedì. L'emergenza maggiore è quella dei sedici immigrati clandestini bloccati sull'isola i quali si sono meravigliati di come si possa vivere su un'isola europea e rimanere isolati per più giorni. Se l'Europa apre le porte con queste negligenze gli immigrati probabilmente pensano che nella loro terra si stia meglio. Gli sfortunati sono ospitati nella palestra comunale e sorvegliati 24/24 dai 3 carabinieri della stazione di Linosa, dal vigile urbano con la collaborazione di alcuni isolani. Ieri un elicottero della guardia di finanza di Lampedusa ha portato degli indumenti per i nuovi ospiti: 16 tute, 6 paia di scarpe, 15 asciugamani, calze e magliettine. Per preparare i pasti si sono adoperati alcuni abitanti dell'isola. Le condizioni degli immigrati sono abbastanza buone, e per fortuna sono quieti. Per chi usa skype e ha la nuova versione, ogni giorno dalle 14:00 alle 16:00, Aethus è in linea in skypecasts per discutere sull'emergenza immigrazione. Il grafico degli sbarchi nelle pelagie, nel 2007, continua a registrare una nuova impennata. Dall'inizio dell'anno ad oggi il numero ammonta a 522 di cui 53 a Linosa. Aethus
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| Si riapre il caso Cap Anamur |
10/02/07 |
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Si è aperto dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Agrigento un processo contro tre persone colpevoli di avere soccorso 37 naufraghi alla deriva nel mar Mediterraneo. Sul banco degli imputati Elias Bierdel, presidente dell’associazione umanitaria Cap Anamur, Vladimir Dachkevitce e Stefan Schmidt, rispettivamente comandante e primo ufficiale della omonima nave, che lo scorso 5 luglio erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina. La vicenda ha inizio il 20 giugno 2004, quando la nave Cap Anamur, dell’omonima organizzazione non governativa tedesca, soccorse e prese a bordo in acque internazionali, tra Lampedusa, Malta e Libia 37 profughi alla deriva su una piccola imbarcazione. Niente di nuovo per la nave battente bandiera tedesca, che si dichiara apolitica e che, dal 1979, ha salvato la vita a più di 10.000 profughi. I giovani africani si dichiarano sudanesi, tranne due di loro che dichiarano di provenire dalla Nigeria e dalla Sierra Leone. Da quel giorno ha inizio un’odissea che si concluderà dopo 21 giorni di permanenza forzata in acque internazionali. Ma ha inizio anche un caso clamoroso che coinvolgerà i governi italiano, maltese e tedesco in materia di diritto dell’immigrazione e, nella fattispecie, di diritto d’asilo. Il 30 giugno la nave chiede il permesso di attraccare a Porto Empedocle, permesso negato perché le viene contestato il fatto di essere entrata in acque maltesi dopo aver recuperato i profughi, paese quindi, competente a ricevere le richieste d’asilo. Il governo italiano, dal canto suo, delega alla Germania il compito di decidere sul caso. Per l’equipaggio e i profughi ancora 13 giorni di mare, controllati a vista dalle motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza e da un elicottero che vola a bassa quota. Il 12 luglio, quando i profughi sono ormai allo stremo delle forze psicofisiche il governo italiano autorizza la nave ad attraccare a Porto Empedocle. Bierdel, Dachkevitce e Scmidt vengono arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la nave posta sotto sequestro. I trentasette profughi, che già a bordo della nave avevano formalizzato la richiesta di asilo, diventano “clandestini”. Vengono portati al Cpt San Benedetto di Agrigento, (chiuso dopo qualche mese dal Comitato Europeo di Prevenzione della Tortura), e da lì trasferiti al Cpt Pian del Lago di Caltanissetta dove restano più di dieci giorni. La Commissione Centrale, che decide se riconoscere o negare lo status di rifugiato ai profughi, si sposta tempestivamente da Roma a Caltanissetta. Per l’occasione della commissione fanno parte anche un console della Nigeria e uno del Ghana, tenuti a valutare la veridicità delle richieste d’asilo e la dichiarata provenienza sudanese. L’esito delle audizioni è analogo per tutti i richiedenti, rigetto dell’istanza di asilo e riconoscimento della protezione umanitaria. I permessi di soggiorno non saranno mai rilasciati e i profughi saranno trasferiti a più riprese, prima al Cpt Ponte Galeria di Roma e da lì deportati, 30 in Ghana, (dove saranno arrestati per lesa immagine del paese e alto tradimento della patria), e 5 in Nigeria. In Italia rimarranno solo Benjamin, nigeriano e Fatawi Lasisi, sudanese riuscito a resistere all’imbarco coatto. Mohammed Yussif, espulso in Ghana ha tentato di attraversare un’altra volta il Canale di Sicilia. Questa volta però a soccorrerlo non ha trovato nessuna nave. E’ annegato nell’aprile scorso sulla rotta tra la Libia e Lampedusa. Il rinvio a giudizio dei tre imputati sembra coerente con le iniziative della magistratura siciliana che hanno messo sotto accusa numerosi pescatori rei di aver soccorso dei migranti in mare. La conseguenza è che ora i pescherecci si limitano a segnalare alla autorità di polizia le imbarcazioni in difficoltà senza più procedere al salvataggio. Attraverso i numerosi testimoni, una ventina sia per l’accusa che per la difesa, sarà possibile, si spera, far luce sulla vicenda Cap Anamur che ha rappresentato un momento di svolta per le pratiche di contrasto a mare dell’immigrazione clandestina. tratto da isola possibile n°36
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10/02/07 |
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Il vento soffia da nord-ovest con forza sei, dunque per condizioni meteomarine avverse i sedici clandestini immigrati sono costretti a rimanere, ancora, ospiti nella palestra comunale dell’Isola di Linosa. Questa, adiacente all’Istituto Onnicomprensivo Statale Luigi Pirandello, permette il passaggio all’interno della scuola tramite una porta che è stata sigillata con del nastro adesivo, per pacchi, lungo le fessure. L’intento è stato quello di prevenire la trasmissione di eventuali patologie virali , ma soprattutto per prevenire il propagarsi di pidocchi all’interno di tutto il circolo didattico, quindi per tutta l’isola. Già lo scorso anno, quando la palestra ospitava circa duecento immigrati, si era diffusa una forma di pediculosi fra i minori, e solo col tempo si è potuto far fronte a tale infestazione. Oggi i genitori di tutti gli alunni si sono presentati a scuola preoccupati. Siamo stanchi di vedere le strutture in cui i nostri figli passano gran parte del loro tempo a rischio… racconta una madre mentre va via verso casa tenendo con una mano il figlio e con l’altra il pesante zaino emblema del “peso della cultura”. Chiediamo solo che ci siano delle strutture più attrezzate e finalizzate al loro ricovero… afferma un padre. Beh i bambini oggi non faranno sicuramente scuola, ma probabilmente, saranno scampati ad ulteriori fastidi a causa dei parassiti. Domenico Tuccio
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09/02/07 |
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Linosa, Isola del Mediterraneo, a 165 km dalla Tunisia sembra quasi essere divenuta la tappa finale di una regata tra tre squadre: Tunisia, Algeria e Marocco. E’ l’alba quando le forze dell’ordine riescono a scovare otto clandestini tutti provenienti dalla Tunisia. Erano approdati sulla costa della Cala Arena, a nord-ovest dell’Isola. Trovati appena in tempo per poter essere trasferiti nella vicina isola di Lampedusa, con la motonave Palladio, dove ci sono delle strutture più adeguate per l’accoglienza degli immigrati. Trascorrono poche ore, sono le ore venti circa, quando un’altra imbarcazione viene avvistata a largo dell’Isola, verso sud. I carabinieri recandosi allo Scalo Vecchio trovano un crocchio di uomini. Sono sedici clandestini. La provenienza è incerta. Qualcuno parla un po’ l’italiano: «Siamo otto del Marocco… » racconta uno del gruppo, mentre gli altri provengono dall’Algeria. Si sono incontrati sull’isola. Ovviamente gli scafisti importano solo piccoli gruppi di persone, a differenza che a Lampedusa dove, nella stessa nottata, ne sono arrivati 321. Lo stato dei clandestini è pressoché buono. Tuttavia i loro vestiti sono bagnati poiché sono stati costretti a scendere nell’acqua, anche se bassa, per poter raggiungere la scogliera. Subito sono stati raccolti nella palestra comunale, l’unico luogo spazioso che garantisse un’ospitalità decente e un controllo più sicuro. Qui i giovani, molti minorenni e qualche ventenne, si sono svestiti dei loro capi d’abbigliamento per poi indossarne altri puliti e asciutti raccolti dai linosani. Sembrava gente tranquilla. Forse sapevano che una volta sull’isola qualcuno li avrebbe accolti e datogli un pasto caldo. Durante la notte si sono adagiati su materassi portati all’occorrenza. Insomma un’ospitalità da secondi classificati se consideriamo che la medaglia d’oro è stata vinta dalla Tunisia, arrivati qualche ora prima. Domenico Tuccio
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| Clandestini: dal peschereccio alla "carretta" |
30/01/07 |
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Sembra quasi un appuntamento costante, ormai. Le coste dell’Isola di Linosa si sono trasformate in vero e proprio scenario di sbarchi clandestini d’elite che, via via, si fanno sempre più frequenti. Nelle ultime due settimane ne sono stati segnalati almeno tre. Un numero insolito ed alto se facciamo riferimento alla media standard di sempre. Evidentemente Linosa sta cominciando a farsi conoscere come quell’approdo sicuro. Le ultime imbarcazioni convogliano sulle coste al corrente dell’assenza, sull’Isola, della Guardia Costiera, cosa che a Lampedusa è funzionante già da tempo. Dunque hanno libero accesso alle coste e , nella tranquillità più assoluta, procedono con i loro piani. L’ultimo sbarco, o meglio approdo, risale alle ore 12.00 di stamattina. La segnalazione è stata fatta dalla gente che si trovava sul molo della Pozzolana di Ponente mentre, ad orario insolito, aspettava la motonave Palladio che arrivasse da Porto Empedocle. Oggi la visibilità risultava alquanto disturbata dalla presenza di foschia, cosa che ha favorito i neo-clandestini di ormeggiare indisturbati. Poco prima che arrivasse la Motonave, a largo della costa nord-ovest dell’isola, nei pressi di Cala Arena, è stato scorto un peschereccio, di nazionalità incerta, che si allontanava. Immediatamente scatta la segnalazione all’arma dei Carabinieri. Questi, una volta sul posto dello sbarco hanno individuato sei clandestini, tutti maggiorenni, di nazionalità tunisina. Aziz, che parlava a stento l’italiano racconta: « ho imparato l’italiano a scuola… devo andare in Francia dove c’è mia sorella che mi aspetta ». Le condizioni di salute sono ottime. I clandestini non appaiono affatto provati per il viaggio ( vuoi le ottime condizioni meteo-marine, vuoi per l’uso di un peschereccio più comodo e più sicuro delle solite carrette ), e con vestiti di marca. Si erano proprio abbigliati a festa per essere presentabili in Europa. Un po' per fortuna, un po' per sfortuna, ad attenderli al molo della Pozzolana di Ponente c’era la “carretta” della Siremar, la motonave Palladio. Questa come spesso accade, ieri notte è stata costretta a posticipare la partenza del viaggio, da mezzanotte alle ore 5.30 del mattino, per via dei frequenti “acciacchi” che il veicolo presenta. Ormai la struttura è alquanto obsoleta e sforzata. Ma l’azienda Siremar si ostina a ripararla fino a quando qualche pezzo non si perderà durante il tragitto Porto Empedocle-Pelagie o, ancora peggio, non succederà qualche sinistro ai passeggeri. Domenico Tuccio
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| Anniversario di sacerdozio |
29/01/07 |
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Grandi festeggiamenti, ieri sera, per l'anniversario di sacerdozio di padre Giovanni Fragapane presso il salone parrocchiale con degustazioni di pietanze locali e fuochi pirotecnici. La festa è stata organizzata dal Consiglio Pastorale con la collaborazione della comunità isolana. La festa è stata organizzata in pochi giorni e ha dato risultati eccezionali. Sotto la lettera del Cons. Pastorale al parroco: Signore Iddio, queste parole sono dettate dalla coscienza e dai sentimenti che ci sovvengono. Oggi è un giorno speciale per la nostra parrocchia in quanto il nostro Sacerdote festeggia l’anniversario della sua ordinazione. Ormai sono diversi anni che la nostra piccola Isola ha avuto la benedizione di avere un Parroco stabile. Ricordo ancora come si susseguivano di mese in mese le diverse figure sacerdotali che, nel tempo avrebbero saputo dare molto di se stessi, sia a livello spirituale sia a livello umano. Eravamo una comunità con una bussola mal funzionante. Finalmente, dopo qualche anno, arriva Padre Giovanni. Si è vero non subito è stato accolto da tutti con esultanza, anche perché eravamo un po' accomodanti al “va e vieni” dei sacerdoti. Inoltre con il suo temperamento, notevolmente forte, apparve subito come un rivoluzionario non solo della condotta spirituale, a cui noi tutti eravamo consoni, ma anche dello stile di vita. Non eravamo ormai più da tempo abituati ad avere un sacerdote “tra noi”, ovvero un uomo di culto che si dipartiva dalla canonica per incontrarsi coi fedeli, a volte anche in maniera brusca e insistente. Certo un carattere non facile ma che nel tempo abbiamo imparato a conoscere. Sarà anche perché lui ha imparato a conoscere noi. Beh diciamo che ci siamo imparati a conoscere a vicenda e basta. Spesso capitava, e capita tuttora, che per incomprensioni si delineassero delle barriere, ma se ci fermiamo a pensare, anche ad osservare, è una persona alto sull’altare e umano fra gli altri uomini. Dinamico, combattivo e solerte. Amante di convivialità e comunanza. Disponibile ma allo stesso tempo pieno di autorevolezza. Questo è Padre Giovanni. Per concludere possiamo dirti grazie per la presenza costante di un prete coi suoi pregi e i suoi difetti, Una presenza di culto che ci aiuta a restare nel gregge senza correre il rischio di qualche devianza. Dunque un grande augurio gli rivolgiamo affinché la sua presenza ci accompagni nel tempo e continui ad essere un faro che illumina il nostro cammino cristiano. Aethus
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| Più minori negli sbarchi di Lampedusa e Linosa |
28/01/07 |
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ANNO
GIUDIZIARIO, PROTESTA DEGLI AVVOCATI: A Palermo è
stato evidenziato che cresce il numero di bambini e minori che arrivano
sulle coste della Sicilia. L’anno scorso i clandestini sbarcati sono stati
quasi 23 mila, di questi 1.541 erano minorenni. Aethus |
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| 175 migliaia di euro da destinare al comune |
26/01/07 |
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"Esprimo soddisfazione per l'approvazione da parte dell'aula del comma 10 del sub emendamento del governo che ha previsto l'assegnazione di un milione e 175 migliaia di euro da destinare al comune di Lampedusa e Linosa per i maggiori costi sostenuti nell'esercizio finanziario 2006 dovuti in gran parte al trasporto dei rifiuti su terra a dichiararlo è Giancarlo Granata vice presidente della Commissione Sanità all'Ars". "Altresì la soddisfazione va espressa - ha continuato il parlamentare - per la decisione, con l'approvazione unanime da tutta l'aula, l'aumento da 5 a 6 milioni di euro del capitolo destinato alle isole minori. Una scelta verso Lampedusa che viene intenzionata non più solo come isola di frontiera vittima di continui sbarchi di clandestini, ma soprattutto per i bisogni dei cittadini di Lampedusa per i quali auspico ci sia sempre più attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali". "Lo sviluppo delle isole minori - ha concluso l'on. Giancarlo Granata - è una risorsa che giova a tutta la Sicilia, ed oggi il parlamento regionale ha affermato, con il suo voto corale, questa prerogativa". Aethus
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Emergenza ambientale nell’Isola: proroga fino a fine 2007 |
23/01/07 |
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Con un decreto di Romano Prodi, Presidente del Consiglio, è stato prorogato fino al 31 dicembre prossimo lo stato di emergenza per le isole Pelagie. Lo slittamento è stato disposto al fine di consentire il completamento delle opere previste dall’ordinanza di protezione civile n. 3516 del 20 aprile 2006 nel territorio dell’isola di Lampedusa e Linosa. Tra le disposizioni contenute nell’ordinanza, volte al superamento delle situazioni di criticità in atto: l’ampliamento e la messa in sicurezza dei punti di attracco di Scalo Vecchio, Cala Mannarazza, Cala Pozzolana di Ponente dell’isola di Linosa; e l’ampliamento, la sistemazione, la realizzazione di sistemi di abilitazione al volo notturno, delle elisuperfici dell’isola; l’acquisto di un’unità navale di tipologia “supply utility vessel” al fine di consentire i collegamenti finalizzati ai rifornimenti di emergenza. Aethus
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| Sbarcano nella notte 15 marocchini |
18/01/07 |
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Ancora uno sbarco a distanza di 2 giorni. Alle prime luci dell'alba sono stati avvistati 6 immigrati clandestini per le strade del centro abitato e imbarcati, dai carabinieri, sulla nave per Lampedusa. Più tardi altri 9 immigrati sono stati trovati in giro e poi imbarcati in tarda mattinata con la motovedetta della Capitaneria di porto per il più vicino centro di accoglienza nell'isola vicina. Le condizioni dei 15 immigrati sono ottime, tutti di un'età compresa tra i 18 e i 30 anni, nessun minorenne. Sostengono di essere di nazionalità marocchina e che si sono partiti da Sfax (Tunisia). Aethus
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| Seduta straordinaria per i collegamenti |
17/01/07 |
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Il Presidente del Consiglio Luparello ha annunciato che a breve ci sarà una seduta straordinaria del Consiglio Provinciale di Agrigento per discutere sulla problematica dei precari collegamenti marittimi tra le isole Pelagie e la Sicilia. Infatti, la cattiva gestione della tratta da parte della Siremar, che continua ad utilizzare navi "che si fermano in continuazione", penalizza le popolazioni isolane dai collegamenti marittimi, soprattutto Linosa che l'unico cordone ombelicale verso la terraferma è la motonave. Parteciperanno alla seduta anche parte degli amministratori delle Pelagie. Luparello dichiara che la rotta verrà una volta per tutte assicurata da moderne unità di navigazione, sicuri e veloci. Aethus
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| Sbarcati sullo scoglio a 30 metri dalla costa |
16/01/07 |
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Altri otto immigrati clandestini ieri mattina sbarcano sulle coste di Linosa, anzi su uno scoglio a 30 metri circa dalla costa vicino alle piscine naturali. Probabilmente sono stati portati dagli scafisti che hanno poi preso nuovamente il largo senza lasciare nessuna traccia dell’imbarcazione con cui sono arrivati. Alcuni si sono tuffati in acqua per raggiungere, a nuoto, l'isola mentre tre, non sapendo nuotare, hanno aspettato per qualche ora sullo scoglio fino a quando un pescatore, inviato dai carabinieri dell'isola, con la sua barchetta in vetroresina li ha portati a riva. Quattro degli immigrati dicono di essere di nazionalità tunisina, mentre gli altri quattro dicono di arrivare dalla Palestina. Hanno affermato che con loro non c'erano altre persone e nessun disperso in mare. Le condizioni degli otto uomini sbarcati sono buone anche se qualcuno con vestiti inzuppati ha ricevuto in dono dei vestiti asciutti dagli abitanti di Linosa. Dopo qualche oretta è arrivata una motovedetta della Capitaneria di Porto, CP 818, che ha trasportato i nuovi sbarcati presso il centro di accoglienza della vicina Lampedusa. Complessivamente sono finora 93 gli immigrati che hanno raggiunto le isole Pelagie dall'inizio dell'anno. Aethus
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| Il fico d'india fiorisce fuori tempo |
08/01/07 |
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Il
ficodindia (Opuntia ficus-indica L.) è chiamato in botanica anche
Fico di Barberia. Il fico d'India è presente in America in tutta la
Cordigliera delle Ande e nelle Sierre messicane e fu probabilmente
introdotto in Europa da Cristoforo Colombo che, di ritorno dalle Americhe,
lo portò con se in Spagna. E' probabile che siano stati i Saraceni ad
introdurre questa straordinaria pianta in Italia, nell'827, al tempo dello
sbarco di Mazzara. Nel nostro paese il fico d'India ha trovato nel
mezzogiorno, in Sicilia e in particolare a Linosa, un clima ideale che ne
favorisce la crescita anche spontanea. Questa
curiosissima cactacea presenta dei rami composti da cladodi (detti pale),
sui quali si formano prima delle gemme, poi i frutti. La fioritura dei
ficodindia ha inizio in primavera, con fiori splendenti color giallo-zolfo;
la maturazione verso agosto-settembre. Con i mutamenti della temperatura, in
questo mese di gennaio i fichi d’india, a Linosa, hanno iniziato a fiorire,
sarà un’eccezione o si saranno invertiti le stagioni, c’è da preoccuparsi? Aethus
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| Come sono state queste feste a Linosa? |
06/01/07 |
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Linosa si riempie di luci, colori, odori, sapori tipici dell'aria natalizia che, uniti alla frizzante brezza marina contribuiscono all'ammaliante aspetto del paesaggio... Via Re Umberto è un trionfo di brillanti luci che fanno capolino dalle finestre delle casette variopinte, dalle palme e da qualche albero; i bambini giocano allegri per le strade, i giovani si riuniscono per passare il tempo, spensierati. No, non è una cartolina a scopo promozionale, è la realtà di Linosa. La notte del ventiquattro. prima della tradizionale messa di mezzanotte, ci si riunisce per un drink in uno dei pochi locali aperti nel periodo invernale nella voglia e speranza di tornarci dopo la celebrazione liturgica. Tuttavia la brillante prospettiva si rivela solamente un miraggio, perchè le porte del locale si chiudono in anticipo e la popolazione è costretta a tornare a casa di malavoglia. Il giorno di Natale procede tra auguri, sontuosi banchetti e giochi in famiglia, ma tutti sono afflitti da un grande dilemma: << dal prete?, o allo scalo?>>. Infatti per la serata sono previsti due eventi mondani, uno organizzato dal parroco, della chiesa S. Gerlando, nel piccolo oratorio parrocchiale, che prevede una serata danzante con i musicisti Gerry (tastiera) e Raimondo (fisarmonica) con tanto di canzoni folk e di balera. D'altra parte la delegazione comunale organizza un evento più che altro giovanile con la collaborazione di Riccardo e “Sciurilluzzo”. In sintesi: Linosa si divide, il sacro incontra il profano e gli abitanti giunti al cruciale bivio scelgono di restare a casa e per la prima volta lasciano i vestiti ricchi di lustrini nell'armadio e vanno a dormire senza smaltire il panettone! Non si può dire che la divisione abbia portato al successo... La sera ci si abbuffa ignari del nuovo male che incombe, infatti i poveri linosani si svegliano in preda a devastanti sintomi; si tratta di un'epidemia ironicamente chiamata "MORBO DEL SAMURAI" per via delle molteplici vittime. La splendida giornata di S. Stefano è allora dolorosa per molti; ma chi ne esce illeso organizza scampagnate dalla Mannerestrippi alla Punta. Nei giorni che seguono si torna alla vita di sempre, solo l'inaugurazione di un club per giochi riscuotono gli animi e la tranquillità dei giorni che precedono il Capodanno. Ma anche per l'addio al 2006 e il benvenuto al 2007. Linosa si divide... Due veglioni, uno dall'ormai divenuto organizzatore parroco, che presenta la stessa formula di Natale, accogliendo gli appassionati di valzer, tarantelle e languidi tanghi; età media: 60 anni... Dopo il brindisi di inizio anno nuovo vengono accesi un po’ di fuochi pirotecnici. Non è stata un'esecuzione brillante, ma lo scopo era comunque quello di accogliere il 2007 alla grande, forse meglio dire "brillantemente". Chi invece il liscio proprio non lo può soffrire si reca all' "Acava", locale ormai fuori funzione. I giovani non esitano a passare il veglione in un posto nuovo e così il progetto last-minute degli organizzatori si rivela un passo vincente... Le prime ore del mattino passano tra balli vagamente dance, brindisi (forse eccessivi???), auguri, allegria e tanta, tanta, tanta speranza per le pretese del nuovo anno... Il 1° Gennaio ci si sveglia con un piede diverso, la piazzetta della Chiesa è gremita di gente che prima della messa scambia quattro chiacchiere e ancora auguri. Sembra veramente un film, invece è proprio lei, Linosa: difficile, magnificamente bella anche per chi è odiernamente bloccato qui dal maltempo. Per ultimo, alla domanda: COME SONO STATE QUESTE FESTE A LINOSA? hanno risposto: Caterina Reginella: «TRAAAAAGICHE!!! Ancora unn aju finutu di lavari i piatta!! » Mariolina: «A mio parere...monotone! » Rita: «da schifo! Emu a diperdri! » Filomena: «buone, buone, speciali. »… Valentina: «rilassanti» Giovanni: «mi scialaju!!! » Susanna: «un mortorio...scià! » Si può dunque concludere che Linosa rimane sempre la stessa, ricca di diversità di opinioni, ricca di ambiguità, ma che accomuna tutti coloro che ne hanno avuto la fortuna di assaggiarne uno squarcio di vissuto. Cristina Errera
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22/12/06 |
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Raccontare storie di povertà e fame, durante il periodo natalizio è una consuetudine; si perché in questo modo si cerca di sensibilizzare la gente rendendola più buona e più prestante alle donazioni. Non a caso la Telethon organizza la raccolta fondi proprio in questo mese. Dunque, oltre alla corsa per l’acquisto di regali, c’è la rincorsa per proporre le offerte verso i più bisognosi. E chi si poteva aspettare che proprio sulla Motonave Palladio ci dovesse essere della gente bisognosa di donazioni? Sempre se in questo modo è possibile definirla. Infatti stamattina, all’arrivo della motonave, presso l’attracco di Pozzolana di Ponente dell’Isola di Linosa, la signora Bonadonna si è ritrovata priva di quattro confezioni di “zamponi,” su dodici, che si trovavano in una scatola. La suddetta scatola era stata imbarcata dalla signora stessa la sera prima ed era stata posizionata al di fuori della gabbia per il ricovero bagagli in quanto la stessa ha delle dimensioni talmente esigue che molti passeggeri, spesso sono costretti a deporvi le valigie fuori. Il figlio della signora, accortosi del misfatto ha subito interpellato un ufficiale dell’ imbarcazione. Questi con palese mortificazione ha cercato di giustificare l’accaduto addossando la colpa a qualche passeggero. Tuttavia i fatti dimostrano che subito dopo la partenza dal porto di Porto Empedocle, hanno libero accesso al garage della stessa motonave soltanto i componenti dell’equipaggio. Sarà un caso? Sicuramente la signora, col sorriso sulla bocca, ma con la scatola alleggerita, si è diretta fuori dalla nave per vendere, nel proprio negozio, la merce rimasta e augurare un rigoglioso Natale a colui che della merce altrui si appropria senza diritto alcuno. Domenico Tuccio
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| Maltempo, chiude anche la macelleria |
16/12/06 |
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Non osa placarsi l’ondata di cattivo tempo che in queste ore sta imperversando nel canale di Sicilia, la motonave “Palladio” della Siremar per il quinto giorno consecutivo è rimasta ormeggiata nel porto empedoclino a causa delle avverse condizioni meteomarine. Una situazione non nuova ai linosani, quasi una routine nel periodo invernale, che però puntualmente mette in difficoltà sopratutto chi è in possesso di esercizi commerciali. Agli isolani in queste occasioni non resta che optare per una dieta vegetariana, infatti a Linosa, l’unica macelleria ha dovuto chiudere per mancanza di rifornimento. A contornare la situazione, spiccano come sempre i vari passeggeri in partenza sia dalle sponde sicule e da quelle linosane a cui non resta che sperare nel bontà di Eolo, di Poseidone e della nave Palladio. Attualmente il tempo non lascia presagire nulla di positivo, anche se per domani è prevista un’attenuazione del mare e del vento. Daniele Alletto
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| Sbarco in 8, toc toc ai carabinieri |
08/12/06 |
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Erano circa Le 22:30 di mercoledì 6 dicembre, quando i carabinieri hanno aperto la porta della caserma dopo un leggero "toc toc". Quattro nordafricani cercavano accoglienza poco dopo essere sbarcati sull'isola. Arrivano dal Marocco, si sono imbarcati su un peschereccio dalla Libia che li ha lasciati nella banchina dei faraglioni dopo circa 10 ore di navigazione. A causa del forte vento di libeccio non si è mossa nessuna motovedetta per venirli a prelevare e poi portarli al centro accoglienza della vicina Lampedusa. I quattro immigrati sono stati ospitati nello stanzino del vigile urbano presso l'edificio della delegazione comunale. L'indomani mattina ne sono stati trovati altri quattro in giro per il centro abitato. L'età degli otto marocchini va da 16 a 25 anni. Riescono a partire per il centro accoglienza venerdì mattina, dopo 2 giorni di permanenza sulla piccola delle Pelagie. Aethus
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| Da anni in attesa dell'ADSL |
28/11/06 |
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Possiamo paragonarla alla piccola particella di sodio dell'acqua Lete che negli spot pubblicitari la si ricorda con la tipica espressione "C'è nessunooo???". A posto della particella di sodio mettete un isoletta vulcanica al centro del vastissimo Canale di Sicilia. Bisogna sbarcarci , per capire realmente la voce ormai stanca e rassegnata dell'isola. Tuttavia il più grosso cancro è il deficit da mezzi di comunicazione, dove intendiamo oltre alla carenza dei trasporti anche la telefonia. Il detto dice, chi va piano va sano e va lontano, e realmente l'internet linosano rispetta questi limiti di velocità, basta connettersi per capire subito, che le uniche connessione disponibili sull'isola di Linosa sono la 56k e la 64K ISDN. Forse non si può navigare con l'Adsl perché risentirebbe delle avverse condizioni meteomarine come il traghetto? Già da tempo sono partite delle richieste di attivazione del servizio adsl alla suddetta azienda. Tuttavia il responso è stato negativo per via dell’esiguo numero degli utenti. Logicamente a chi può interessare dei 500 abitanti sperduti nel canale di Sicilia, ma forse c'è una spiegazione al tutto, forse Linosa la si vuole rendere come un reality a lunga scadenza, un soluzione alternativa all'isola de famosi insomma. Logicamente, vedendo la posizione geografica molto particolare, molti turisti volando sulle ali della fantasia immaginano il paese e gli abitanti di Linosa con gli stereotipi più particolari di tipici pescatori e contadini, contrariamente una volta arrivati, rimangono stupiti per la civilizzazione che vi ritrovano. Da queste considerazioni si spiega il trattamento che la società Telecom Italia s.p.a. Ha fatto nei confronti dei Linosani. Il tutto pian piano prende sempre una piega alla "Mission Impossible". Successivamente, per via delle insistenti richieste , la Telecom ha riferito che avrebbe accettato di fornire il servizio adsl sull’isola nel momento in cui avrebbe ricoperto le spese con la sottoscrizione annuale degli utenti, dove avrebbero garantito il servizio. Ma è mai possibile garantire un servizio prima che ci siano gli strumenti per farlo? La pazienza degli abitanti è stata da sempre sacra, un ultimo tentativo è stato fatto durante il mese di settembre quando furono raccolte 90 firme che richiedevano l’attivazione del servizio adsl, ma logicamente, le risposte tardano ad arrivare, forse non riescono a trovare la giusta rotta. Stranamente però, da un paio d'anni l'ADSL è sbarcata a Lampedusa nonché facente parte dello stesso Comune. Chissà perché, inizialmente l'antenna della ADSL doveva essere impiantata a Linosa sul monte Bandiera in modo tale da ricoprire, dall’alto, l’area Linosa-Lampedusa, evidentemente il segnale ha preferito evitare di stancarsi facendo la spola tra le due terre d'alto mare e come sempre ha scelto l'isola più grande. In conclusione poiche I linosani dispongono di una connessione lenta, l’adsl tarda ancora ad arrivare.
Daniele Alletto & Domenico Tuccio
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| Paura tra gli abitanti sorpresi dal terremoto |
24/11/06 |
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Ore 14:31:53: Linosa è colpita da una prima scossa di terremoto di 4,7
magnitudo MI. L’epicentro è localizzato a distanza di 15 km dall’isola.
Gli abitanti si precipitano impauriti fuori dalle proprie abitazioni.
Molti, in seguito, raccontano di aver avvertito inizialmente una lieve
vibrazione, somigliante a quelle prodotte dai trattori agricoli, che man
mano si intensificava fino a scuotere il pavimento e le pareti.
Fabio, ad esempio, racconta che si trovava seduto di fronte al proprio computer quando è sorpreso da una lieve sensazione di squilibrio. Avendo realizzato di cosa si trattasse, comincia ad urlare verso la madre, seduta in cucina davanti alla tv, invitandola ad abbandonare immediatamente la casa. Rosetta Duesse invece dichiara: “Mio marito si trovava al piano di sopra. Io ero giù con la bambina che dormiva. Vedevo il lampadario che oscillava. Ho cominciato a gridare, prendendo con me la bambina, e sono corsa fuori”. Tuttavia, mentre i Linosani si trovavano per strada al riparo da ogni pericolo del cataclisma, alle ore 14:55:43 i sismografi registravano una seconda scossa, più lieve della prima, di 3,7 magnitudo MI. Per fortuna il nuovo evento sismico non è stato avvertito dagli abitanti. D. T.
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| Ridiamoci sopra, Linosa l’isola che non c’è… |
24/11/06 |
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“Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te porta all’isola che non c’è..” Questi sono i testi della tanto nota canzone di Edoardo Bennato “L’isola che non c’è”, quasi tutte le parole sembrano rifarsi al viaggio verso la più piccola delle Pelagie “Linosa”, che viene raggiunta al mattino dal traghetto e appare avvolta in un alone di mistero, è questa è la parte che si adatta perfettamente alla prime parole del testo, nella seconda parte viene evidenziato il concetto dell’isola inesistente. Caso eclatante di inesistenza lo si riscontra nella grafica meteo del Rai Tg3 Sicilia, dove non compare quel piccolo puntino che dovrebbe contraddistinguere Linosa. Ad essere contrassegnata ancor di più, sia dal nome che da un bel cerchio di rilievo è appunto Lampedusa, che da sola troneggia nel vasto canale di Sicilia con Eoli e barchettine che animano la grafica meteo. Evidentemente la carta meteo, risale presumibilmente prima del pleistocene quando sull’asse vulcanico Afro-siculo non era ancora nata Linosa. L’unica speranza è che con il nuovo 2007 compaia quel piccolo puntino che insieme a Lampedusa e Lampione compone uno tra gli arcipelaghi più particolari dei mari del Sud. Ma non è solo una questione grafica e visiva la situazione di Linosa, spesso quando il maltempo imperversa nel Canale di Sicilia,tanto da bloccare le corse del traghetto Siremar verso le Pelagie, l’unica isola ufficialmente isolata e nominata dai “Tg Rai e Mediaset” è quasi sempre Lampedusa, che bene o male ha un servizio aereo stabile con la terraferma, mentre Linosa rimane tagliata fuori anche se i vari mass media fanno comunque credere il contrario, ma come dice Bennato: …ma chi è saggio e chi maturo lo sa, no può esistere nella realtà…” Daniele Alletto
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| Clandestini col Tiket-boat |
24/11/06 |
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E' noto a moltissima gente che le coste dell'Isola di Lampedusa sono soggette a sbarchi di extracomunitari clandestini che, per diverse motivazioni, dal loro paese natio emigrano, in cerca di una vita migliore, in luoghi lontani e a loro sconosciuti. Da quattro anni, a Lampedusa si tiene una manifestazione denominata O'scià promossa dall'iniziativa di Claudio Baglioni e con la gratuita collaborazione di diversi cantanti. La finalità di tale performance è sensibilizzare la gente ad accogliere tutti gli immigrati proprio perchè "nessun uomo è un'isola... Ogni respiro è un uomo" (C.Baglioni). Tuttavia contribuisce ulteriormente ad incentivare il buisiness della pelagica , vedendo un afflusso ingente di persone che da tutta Italia si sposta per essere partecipe alla manifestazione. Quest'anno le condizioni meteomarine sono state avverse per i primi tre giorni della scorsa settimana. Ne ha conseguito il ritardo dell'arrivo di gente che si è ammassata sulla motonave Palladio che collega le due isole, Linosa e Lampedusa, con Porto Empedocle. Non c'era un angolino dove potersi sedere per chi partiva da Linosa alle 6.45 dei giovedi 28. Per i corridoi, nell'hall dell'imbarcazione, c'era gente distesa per terra con i loro teli da mare. Due passeggeri, Giacomo e Luigi, che lavorano a Lampedusa, raccontano: "Avevamo il biglietto già pagato, compreso di posto letto, invece ci è stato detto che ci rimborseranno il prezzo della cuccetta", questo perchè dovevano favorire coloro che già da giorni erano attrassati. Ma si può trattare la gente in questo modo? Si può permettere ad un passeggero che ha già pagato il biglietto con le cuccette e lasciare che si accattoni lungo il pavimento come un clandestino? D. T.
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| Rossella: New entry al C.R.T.M. |
29/07/06 |
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Al Centro Recupero Tartarughe Marine oggi è stata una giornata tranquilla. Suona la campana di mezzogiorno. Ecco che arriva il vigile urbano, Giuseppe Bonadonna, e ci prega di affrettarci nel recarci presso il molo vecchio per soccorrere una tartaruga che era stata prelevata dalla A.M.P. (Area Marina Protetta) di Lampedusa durante il tragitto per Linosa. L’animale, raccontano i passeggeri, galleggiava tranquillo e si è lasciato avvicinare senza timore. Per fortuna non presentava ferite da amo. La prima supposizione è Problemi di Immersione, dovuto ad un granchio che si attacca alla coda e pizzica la Chelona quando questa si reca a profondità che il granchietto non sopporta. Il veterinario scruta sotto le placche pigali, che si trovano sopra alla coda, per accertarsi che vi sia il commensale. Niente di tutto ciò. Tuttavia durante i controlli c’è un continuo rigurgitare di pezzi di medusa. Con un apribocca, si forza la ranfoteca dell’animale e vediamo un bolo fatto di meduse, indice che l’animale stava pranzando. Si passa alle radiografie che non mostrano presenza di oggetti estranei. Le si da il nome di Rossella, per via delle sfumature di rosso che caratterizzano le placche del suo corpo, e viene inserita in una vasca. La diagnosi prossimale è che l’animale non abbia nulla, anche se il lasciarsi tranquillamente catturare a mani nude lascia alcune perplessità, perciò gli operatori CTS metteranno sotto osservazione l’animale per prevenire problematiche eventuali. D. T.
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| 5° nido sulla spiaggia di Linosa |
28/07/06 |
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Rieccoci all’appuntamento con le notizie fresche fresche sulle tartarughe Caretta caretta che tangono l’isola di Linosa. Alle ore 4 del mattino del 28 luglio, è comparso il 5° nido di quest’anno. La mamma tartaruga si è prestata a risalire sulla spiaggia, dapprima, alle ore 2 per poi venire finalmente a nidificare in seguito. Si tratta della stessa tartaruga che il 30 giugno era salita per ben 14 volte prima di deporre le uova alle 23, 30. Questo è il terzo nido della stessa chelona, infatti ha nidificato in prossimità del secondo nido che aveva fatto.Tutto ciò ritorna a dimostrare come questi animali siano enormemente attaccati al sito di nascita-schiusa, che ha permesso il proprio sviluppo embrionale. Potremmo benissimamente ipotizzare che per questa tartaruga la nera spiaggia, della Pozzolana di Ponente, dell’Isola di Linosa è la propria casa. D. T.
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| Un nuovo nido si aggiunge sulla spiaggia |
09/07/06 |
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Già, precedentemente, durante la notte del 9 giugno un esemplare di tartaruga femmina della specie “Caretta Caretta” ha deposto le proprie uova in una buca scavata dalla stessa che poi ha ricoperto con cura, camuffandone la presenza. Tempestivamente gli operatori del Centro Recupero Tartarughe Marine (C.R.T.M.), sito a Linosa dal 1994, ha recintato il nido per evitare che i bagnanti potessero passarvi sopra oppure ficcarvi degli ombrelloni. Da allora si è svolta una perseverante attività di monitoraggio del nido e della spiaggia per studiare più a fondo il fenomeno dell’ovodeposizione e i movimenti delle tartarughe marine. Dopo notti di osservazione costante, finalmente, il 30 giugno “Mamma tartaruga” ha visitato la spiaggia della Pozzolana di Ponente dell’isola pelagica. La prima emersione è stata registrata alle 9.45 del mattino. Tuttavia la nostra chelona, dopo aver setacciato ogni minimo angolino della prima metà destra della spiaggia, è ritornata in acqua per motivi all’uomo sconosciuti. Puntualmente è ricomparsa l’ora successiva per ripetere gli stessi movimenti, alla stessa distanza cronologica, diverse volte. Finalmente alle 11.40 di sera è risalita per la tredicesima volta ed ha cominciato a scavare per preparare il nido. Gli operatori C.R.T.M hanno aspettato pazientemente che il rettile cominciasse a deporre per potersi avvicinare. Una volta deposte le uova, con le natatoie posteriori ha coperto il nido mentre con quelle anteriori ne ha camuffato la presenza. Ovviamente, per non perdere le tracce, gli operatori del C.R.T.M., con fare esperto, hanno inserito, durante l’ovodeposizione, una cordicella nel nido che fuoriuscisse non appena coperto; la finalità di ciò consiste nel recintare successivamente. Non appena la tartaruga stava per andarsene, il veterinario ed i biologi che lavorano al C.R:T.M. hanno bloccato la stessa per prendere le misure e controllare la presenza di marcature. Infatti la tartaruga era già stata marcata e adesso non resta altro che controllare i dati rilevati in precedenza per confrontarli con quelli attuali. D.T.
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| Manifestazione “Le isole si accendono” |
22/06/06 |
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è conclusa ieri, al crepuscolo, nella baia della suggestiva Pozzolana di
Ponente la manifestazione “Le isole si accendono”. L’iniziativa ha visto
coinvolti tutti gli amanti della poesia. Dopo l’accensione della
fiaccola,parallelamente avvenuta nelle altre isole, turisti e Linosani hanno
iniziato a declamare versi e poesie ispirate all’isola, poesie dove nella
maggior parte traspare evidente il legame a volte inscindibile tra Linosa e
la sua gente. La piccola manifestazione è già giunta alle 3° edizione,
prossimo anno, dichiara il dott. Domenico Tuccio (gestore e organizzatore
della manifestazione di Linosa) si cercherà di valorizzarla maggiormente
visto l’interesse e l’entusiasmo vistosi quest’anno. Daniele Alletto
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17/06/06 |
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| Giornata
movimentata oggi nella più piccola delle Pelagie. Un incendio divampato
intorno alle 13 00 in contrada “Calcarella” a gettato nel panico tutti i
residenti della parte est dell’isola. Il vento di scirocco infatti ha
contribuito a estendere le fiamme verso la zona dei “Faraglioni.”
Attualmente non si registrano danni a cose o persone a parte molta
vegetazione andata bruciata. Per spegnere le fiamme è intervenuto un
“Canadair” messo a disposizione dalla “Protezione civile” usato
principalmente nelle missioni antincendio.
Daniele Alletto
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| Adozione di un vescovo per un giorno |
17/06/06 |
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Al crepuscolo di sabato 17 giugno, Linosa ha vissuto momenti solenni. Come ogni anno tutti i ragazzi, che hanno ultimato il ciclo didattico della scuola dell’obbligo, sono stati unti per ricevere l' aiuto divino nella propria vita di fede. Dunque Giacomo, Gerlando, Alessio, Eugenio, Cristina, Olga, Alessandro sono stati chiamati a dichiararsi per Cristo e camminare insieme a lui, confermando la propria vocazione cristiana. Tuttavia la differenza è stata contrassegnata dalla presenza vescovile di sua eccellenza Filippo Strofaldi, vescovo della curia di Ischia. Con il suo accento partenopeo e il suo carisma di semplice uomo di chiesa ha mitigato i cuori degli isolani arando il loro animo per la semina della Parola di Dio. Ovviamente è risaputo che una presenza autorevole come quella di un vescovo implica una sensibilizzazione maggiore. Come ogni figlio, il fedele linosano necessita della presenza amorevole e della manifestazione affettuosa del proprio padre. Per tale motivo l’adozione di un padre, anche se per un giorno, ha mosso è commosso i credenti presenti durante la cerimonia della confermazione. “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore” (Gv 14, 16). Come già era stato detto dal Cristo, in riferimento allo Spirito Santo, alle preghiere dei linosani, per l’impossibilità del Vescovo Mons. Carmelo Ferraro nel recarsi sull’Isola (Pupilla dei suoi occhi come egli stesso ha dichiarato) il buon Dio ha regalato alla comunità un’altra eccellenza consolatore. D. T.
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| Progetto “Scalo Vecchio” e “Mannarazza” |
04/06/06 |
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| Fra
non molto nella più piccola delle Pelagie si darà il via agli interventi di
manutenzione portuale, tramite la demolizione e ricostruzione delle
strutture attuali. Investiti circa 2 milioni di Euro. I lavori prevedono la
messa in sicurezza degli scali di ormeggio di “Mannarazza” e “Scalo
vecchio”. Relativamente allo “Scalo Vecchio”, come dichiarato dal delegato
sindaco di Linosa, Ass.ai trasporti, Carmelo Ardizzone, l’intervento prevede
il rifacimento del molo di levante, la sistemazione della parte interna
dedicata all’ormeggio con costruzione di un muro paraonde, la collocazione
nella parte esterna di massi artificiali frangiflutti ,l’illuminazione
portuale notturna e la rimozione degli scogli antistanti il molo. Oltre alla
sistemazione del porticciolo turistico, gli interventi prevedono
l’ammodernamento della banchina utilizzata dalla nave, con la sistemazione
della testata di attracco, che verrà ridotata di piattaforma metallica per
l’appoggio del portellone delle navi. Inoltre i lavori, interesseranno pure
lo scalo di alaggio, che verrà rinnovato e ammodernato. Parallelamente verrà
pavimentata tutta l’aerea portuale, mentre la parte est, sarà dotata di
illuminazione. Provvedimenti simili saranno attuati nello scalo alternativo
di “Mannarazza” esposto a Nord dove oltre ai lavori di varia manutenzione,
saranno rimossi scogli e massi che compromettono la sicurezza dell’ormeggio
delle navi. Nel frattempo sono iniziati i lavori di restauro del plesso
comunale, appaltati da una ditta di Agrigento. Sono in attesa di graduatoria
invece, i lavori che interesserebbero la pavimentazione delle vie principali
dell’isola e la ristrutturazione di parte del centro storico. Altre novità
giungono per il settore naturalistico e per gli amanti del trekking. Dopo
che verrà eseguito il bando di gara infatti, verranno creati su Monte Rosso
e nei punti più suggestivi dell’isola percorsi pedonali che immetteranno
direttamente nei meandri più magici e nascosti. Per quanto concerne il settore marittimo, è stata avanzata dalle “Pelagie” la richiesta dell’introduzione di una nave merci capace di trasportare merce pericolosa e rifiuti solidi urbani. Daniele Alletto
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| San Giuseppe tra la gente di Linosa |
20/03/06 |
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Secondo il Concilio Vaticano II quest’anno la ricorrenza della festa di San Giuseppe cade il 20 Marzo, lunedì, anziché il 19 poiché periodo di quaresima. Dunque una ricorrenza che coinvolge diverse parrocchie, delle più disparate province italiane e non solo, all’insegna di festeggiamenti che vedono il connubio tra le tradizioni popolari e le tradizioni di fede. In merito non poteva sottrarsi l’isola di Linosa, che delle tradizioni fa proprio un credo. Addirittura, dopo molti anni in cui non si proponeva la parata di San Giuseppe o della Sacra Famiglia, la gente dell’Isola ha avuto il diletto di incontrare per le strade o, perfino, nelle case degli ammalati e nei negozi un simpatico terzetto di fedeli: Ornella, nelle vesti della Madonna, con suo figlio Pietro, nei panni di Gesù bambino, ed il sign. Giuseppe, noto come Pititchino, rappresentante San Giuseppe. L’idea è partita da un’accurata indagine di padre Giovanni Fragapane, prete della parrocchia di Linosa, della tradizione popolare dell’Isola pelagica legata alla fede. Molti anziani, raccontavano delle offerte che si prestavano a fare i negozianti per i poveri o per la parrocchia stessa. Come tradizione comanda, durante l’ora di pranzo i fedeli isolani si sono recati presso il salone parrocchiale per rendere omaggio al venerabile con la tipica Minestra di San Giuseppe (costituita da spaghetti spezzettati, piselli e finocchi) e con il pane fatto in casa dai parrocchiani che, dopo essere benedetto, va distribuito alle persone più care. Durante il pomeriggio, i festeggiamenti, si sono conclusi con la dovuta processione al Santo per le vie del paese ed infine con la Santa Messa. La semplicità e l’ilarità della ricorrenza si è palesata nella partecipazione della gente alla Tavolata di San Giuseppe e alla processione, vedendo il Santo sceso dall’altare e in una comunione con i fedeli. D. T.
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