Linosa

Maria Grazia Cucinotta interpreterà Claudia

intervista di Giovanni Bogani

 

Era all’alba della carriera, quando Maria Grazia Cucinotta girava a Firenze “I laureati” con Leonardo Pieraccioni, nelle strade di Rifredi, lunghe riprese in notturna, ma lei disciplinata come un soldatino. Era il 1995.

Ora, dopo aver girato tutto il mondo, amata ovunque come la musa di Troisi nel suo film più bello, “Il postino”, dopo aver battagliato con James Bond lungo il Tamigi, dopo essere approdata a Hollywood, dopo aver lavorato anche con Woody Allen, dopo essersi conquistata una credibilità anche come produttrice e come regista, intessendo rapporti fruttuosi persino con la Cina, Maria Grazia Cucinotta torna in Toscana. A recitare in una produzione cinematografica tutta made in Prato.

Maria Grazia Cucinotta

Il film si chiama “Forse è solo mal di mare”, e si girerà a maggio fra Prato e l’isola di Linosa. Sarà una storia comica, sentimentale e anche profonda: e sarà proprio lei a suscitare le inquietudini, le nostalgie, i rimpianti del protagonista maschile, Francesco Ciampi. E tutto nasce da Prato: dall’entusiasmo di un gruppo di imprenditori tessili, che a loro volta hanno saputo entusiasmare altri partner, e dal sostegno di Fondazione sistema toscana. Il quartier generale del film, infatti, sono le Manifatture Digitali cinema di Prato: uno spazio che la Fondazione, in collaborazione col comune di Prato, mette al servizio delle produzioni audiovisive, con sale casting, sale trucco e costumi. In questi spazi, Maria Grazia ha studiato il suo personaggio insieme a Barbara Enrichi, che partecipa al film come attrice ma anche come coach.

Maria Grazia, come si caratterizza il suo personaggio?
“E’ la prima volta che interpreto un personaggio molto lontano dal mio carattere, e questa è una sfida che mi appassiona. Claudia è un personaggio un po’ folle, che trova il coraggio di abbandonare tutto, figlia compresa, e andarsene. Io in realtà, da buona siciliana, non abbandonerei mai una figlia. Semmai riuscirei ad abbandonare il padre!”, ride.

Che cosa la ha sedotta della storia?
“Proprio la storia in sé: il rapporto che si instaura fra il mio personaggio e sua figlia. Io sono convinta che i ragazzi provino delle emozioni fortissime, che siano ancora oggi tanto vulnerabili, pieni di paure. E sono convinta che tocchi a noi rassicurarli, con la nostra presenza, con le nostre parole. Questo film tocca proprio questo tema, con una delicatezza e una sensibilità rare. È stato questo il fattore che mi ha portata ad accettare con entusiasmo il ruolo”.

Il suo è un personaggio attorno al quale ruotano i pensieri di tutti gli altri…
“E’ vero, anche se apparirà poco. Se ne parlerà tanto: sarà come un ologramma, presente nei pensieri, nelle foto, nei discorsi. Un personaggio che ha avuto un comportamento bizzarro: e non ne saprai, fino alla fine, il vero motivo. Con la sua assenza, costringerà il protagonista Francesco Ciampi e la figlia Beatrice Ripa a incontrarsi, a mettersi in discussione, ad affrontarsi”.

C’è anche molta Sicilia, nel film, oltre che molta Toscana.
“E’ vero: tutti i personaggi si incontrano e si scontrano in questa piccola isola siciliana, un piccolo scoglio abbarbicato sul mare. Si crea un rapporto claustrofobico, con tutti che si incontrano quasi per forza, per mancanza di spazi. Ho pensato che questa piccola isola assomiglia ai nostri social network: siamo tutti lì, tutti a incontrare tutti. Solo che non è su uno smartphone, ma nella piazza vera, nella vita vera”.

Quali sono i toni del film?
“Quando lo ho letto, nella sceneggiatura di Tommaso Santi, l’ho divorato, l’ho amato come un romanzo. Lo leggi e ti viene voglia di rileggerlo, perché i personaggi sono tutti belli, umani, veri. Non vedo l’ora di girarlo, per dare vita, immagini, corpo a queste parole bellissime”.

 

Giovanni Bogani con Maria Grazia Cucinotta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *